Acqua potabile all’arsenico: parte ricorso Codacons

Acqua del rubinetto potabile sì, ma ad alto contenuto di arsenico. Quindi avvelenata. Il Codacons ha annunciato ricorso chiedendo a Stato e Regioni 600 milioni di euro di risarcimento per i 128 comuni italiani affetti da questo grave problema. Coinvolti più di 1 milione di cittadini.
L’acqua all’arsenico che esce dai rubinetti italiani riguarda oltre un centiaio di comuni, secondo le stime del Codacons. Nel dettaglio, seguendo anche i fatti di cronaca di queste ultime settimane, il problema riguarda 91 comuni nel Lazio, 16 in Toscana, 10 in Trentino, 8 in Lombardia e 3 in Umbria.
Tutti i cittadini che abitano in comuni con acqua avvelenata e che si appoggiano al servizio idrico sostitutivo (con gravi disagi) possono presentare ricorso gratuitamente al Codacons per ottenere un risarcimento. L’adesione al Codacons – che sta preparando una class action – può essere fatta entro il 31 gennaio 2011, iscrivendosi presso una delle sedi territoriali. Oppure ci si può iscrivere online usando il form il calce alla pagina web
Una volta completata l’iscrizione, il Codacons invierà la modulistica per partecipare gratuitamente alla class action contro l’acqua potabile all’arsenico. Il Codacons ha espresso recentemente soddisfazione al no della Commissione Europea sulle deroghe all’acqua all’arsenico. Serve purificare al più presto l’acqua potabile degli acquedotti pubblici italiani. Non solo, serve anche ripararli, dato che i costi in bolletta sono determinati anche dalla condizione degli stessi acquedotti. La bolletta più cara, secondo Federconsumatori, è quella pagata a Firenze.
Sul fronte dei rimborsi idrici, invece, chiesta la restituzione del deposito cauzionale aumentato in Toscana. Publiacqua, infatti, aveva aumentato in modo unilaterale il deposito cauzionale ai vecchi clienti, ma l’Ato 3 lo ha giudicato procedura illecita. Ecco il likn informativo per chiedere la restituzione dei soldi in bolletta.
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Lun 03/01/2011 da valentina tortelli









