Assicurazione casa: solo un italiano su tre tutela l’immobile contro gli imprevisti

Anche se costano poco, e tutelano molto, le assicurazioni sulla casa sono una rarità nel tessuto immobiliare italiano. A confermarlo è un’analisi condotta da Casa.it, secondo cui solamente un italiano su tre percepisce l’utilità di stipulare un’assicurazione domestica che possa proteggere dagli inconvenienti non solamente il proprietario dell’abitazione, ma anche gli amici e i parenti che si recano nella casa per le visite, o i collaboratori domestici.
Eppure, a ben pensarci, le fattispecie pregiudizievoli che possono occorrere all’interno delle quattro mura sono molteplici: a tutti sarà capitato di vedere il proprio divano rovinato da liquidi o sigarette, o ancora di osservare con orrore raschi profondi sul parquet, o ancora di fare i conti con danni più o meno significativi all’impianto idrico o a quello elettrico. Ipotesi che possono provocare centinaia o migliaia di euro di spese per la riparazione, e che grazie a una polizza assicurativa dal costo di poche decine di euro l’anno, è possibile coprire in maniera più che adeguata.
Stando all’analisi di cui abbiamo appena fatto cenno, il 67% del campione indagato non possiede alcuna forma di tutela dagli incidenti domestici. Una proporzione che invece scende nell’ipotesi di assicurazione contro il furto, evidentemente percepita come maggiormente utile per proteggere il proprio immobile. Eppure, la percezione degli italiani sta lentamente cambiando e, nonostante le difficoltà economico finanziarie, è previsto che un numero crescente di proprietari o inquilini contrarrà una polizza appartenente a questa categoria.
“La nostra survey rivela che si bada molto poco a queste piccole forme di sicurezza” – sostiene Daniele Mancini, amministratore delegato di Casa.it a riguardo delle protezioni contro i più comuni incidenti domestici – “solo il 33% del campione rispondente ha stipulato una polizza ad hoc. Sono soprattutto coloro che vivono in un immobile in affitto (37%) a non preoccuparsi dei possibili fastidi generati da questa tipologia di inconvenienti”.
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Gio 19/01/2012 da Roberto Rossi













