Aumento Iva 2013, tutti i rincari e le conseguenze per i consumatori

Aumento Iva 2013, tutti i rincari e le conseguenze per i consumatori
  • Commenti (7)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

aliquote iva maggiorate

A partire dal primo ottobre 2013 l’Iva è salita dal 21% al 22%. Come sappiamo le forze di governo non sono riuscite a reperire in alcun modo le risorse necessarie per evitare nè rimandare l’emendamento che ha portato all’aumento dell’Iva. Le fonti del Ministero dell’Economia hanno infatti riferito che: “O si finanzia l’abolizione dell’Imu o si finanzia il blocco dell’aumento dell’Iva. Entrambe le cose non sono possibili“. Ma vediamo tutti i rincari e le conseguenze per i consumatori derivanti dall’aumento dell’Iva 2013.

I tecnici del Ministero dell’Economia hanno lavorato a fondo nel tentativo di trovare le coperture necessarie a scongiurare l’aumento dell’Iva senza però, ovviamente, riuscirci. L’abolizione della seconda rata dell’Imu (2,4 miliardi circa) è per ora soltanto un impegno del governo. Non è scritta da nessuna parte mentre l’aumento dell’Iva, che riguarderà tantissimi prodotti, dal vino agli elettrodomestici, è già legge. Vediamo le conseguenze per i consumatori.

Tutti i prodotti non soggetti alla cosiddetta Iva agevolata (al 4% o al 10%), subiranno un aumento di costo: secondo le stime degli esperti si tratterà di circa un euro in più ogni 120 euro di spesa. Occorre tuttavia precisare che i prodotti alimentari (verdure, ortaggi, legumi, latte latticini e derivati, carni) non saranno soggetti agli aumenti previsti; ma anche i giornali, le prestazioni sanitarie, cinema e spettacoli in genere, i taxi e i libri avranno aliquote ferme al 4 e al 10% oppure saranno esenti da Iva. Non c’è da aspettarsi neppure nessuna brutta sorpresa sui costi di bolletta: energia elettrica e gas per riscaldamento continueranno ad esser soggette all’aliquota agevolata al 10%.

Su cosa, dunque, i consumatori noteranno l’aumento dell’Iva? Riassumiamo qui di seguito una serie di tipologie di prodotti:

    Vestiti
    Auto (acquisto e riparazioni)
    Telefonini
    Servizi per telefonia mobile
    Computer e tablet
    Parrucchiere
    Parcelle avvocato/commercialista
    Cd/dvd
    Abbonamento pay tv
    Elettrodomestici
    Carburante Autobus e tram
    Bevande gassate, vino, superalcolici, caffè

Secondo quanto stimato dalla Cgia di Mestre, qualora i consumi delle famiglie italiane restassero pressochè identici, per un nucleo costituito da 3 persone l’aggravio medio annuo sarà di 88 euro. Nel caso di una famiglia di 4 componenti, l’incremento medio annuo sarà invece di 103 euro. Visto che per il 2013 l’aumento dell’Iva interesserà solo l’ultimo trimestre, per l’anno in corso gli aumenti di spesa saranno pari a 22 euro per la famiglia da 3 persone; 25,75 euro per quella da 4. Il costo di questa operazione graverà sulle tasche dei consumatori per un importo di circa 1 miliardo di euro per il 2013 e di 4,2 miliardi per il 2014.

Dalla seguente infografica (LaPresse – L’Ego) è possibile rendersi conto di quali sono gli ambiti che saranno maggiormente coinvolti dal rincaro.

Iva aumenti

Aumento Iva 2013: i rincari
L’aumento dell’Iva 2013, costerà agli italia 103 euro in più a famiglia. A stimarlo è la Cgia di Mestre che, alla luce dell’aumento previsto per il primo luglio, ricordiamo che da un’aliquota del 21% si passerà ad un’aliquota del 22%, ha parlato di un costo complessivo a carico dei consumatori di circa 2,1 miliardi di euro, costo che dal 2014 toccherà i 4,2 miliardi. Ecco dunque cosa potrebbe accadere alle tasche degli italiani in conseguenza dell’incremento dell’imposta sul valore aggiunto. Sono tanti infatti i beni che subiranno un ritocco verso l’alto: dal vino ai giocattoli, dai mobili ai computer. Per quanto riguarda le bevande, saranno vino e birra che costeranno di più per effetto dell’aumento Iva. Mentre tra i prodotti non alimentari, i rincari riguarderanno carburanti, riparazioni auto, abbigliamento, calzature, mobili, elettrodomestici, giocattoli e computer.

Sul fronte di guerra c’è anche il Codacons. “Aumentare l’Iva non solo avrebbe effetti nefasti sulle famiglie già sul lastrico, ma sarebbe un suicidio anche al fine di risanare i conti pubblici. Aumentare le tasse sui consumi mentre questi stanno già precipitando, non può che determinare una contrazione del gettito“. E’ questa la dichiarazione rilasciata proprio dal Codacons all’indomani dell’avvertimento lanciato dal ministero dell’Economia secondo cui sarebbero impossibile le due misure, cancellazione dell’Imu e nessun aumento dell’Iva.

“In un quadro così critico l’aumento dell’Iva allontanerebbe in modo drammatico qualsiasi prospettiva di ripresa“, rileva, invece, Luigi Bordoni, presidente di Centromarca, “traducendosi in aumento dell’inflazione, riduzione del potere d’acquisto delle famiglie e ulteriore accelerazione del calo della domanda interna. Senza peraltro determinare benefici in termini di gettito fiscale, perché gli effetti negativi sulla domanda si tradurrebbero in minori introiti per lo Stato. Com’è già successo nel 2011 con l’incremento di un punto dell’aliquota del 20%“.

Noi non siamo pregiudizialmente contrari all’aumento dell’Iva“, sottolinea Bordoni. “Concordiamo totalmente sull’obiettivo, sano, di mantenere in ordine i conti pubblici. E condividiamo l’esigenza di un riordino complessivo della fiscalità. Poniamo però un problema di opportunità del provvedimento in questa fase così negativa del ciclo economico e della domanda. Più in generale rimarchiamo gli effetti altrettanto negativi sulle possibilità di ripresa derivanti da qualsiasi nuova tassazione dei consumi“.

Opzioni alternative ci sono“, conclude Bordoni, “e le abbiamo più volte indicate. Bisogna agire con coraggio e decisione sulle liberalizzazioni, perché le spese obbligate delle famiglie (luce, gas, acqua, servizi finanziari, carburanti…) in questi anni hanno registrato una crescita incontrollata. Chiediamo al Governo Letta e alle forze politiche una forte convergenza in questa direzione. Servono inoltre interventi drastici di riduzione della spesa pubblica improduttiva, che determinerebbero effetti di correzione strutturale dei conti pubblici duratori e utili per il Paese“.

974

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Mer 18/09/2013 da

Commenta

Ricorda i miei dati

I commenti possono essere soggetti a moderazione prima della pubblicazione, pertanto potreste non vederli direttamente online non appena li inviate. Se ritenuti idonei, verranno comunque pubblicati entro breve.

Pubblica commento
Alessandro 20 gennaio 2012 10:12

Io so soltanto che con il nuovo aumento IVA aumenterà di conseguenza tutto e dico TUTTO. E’ solo a noi cittadini che la finanziaria colpisce e non certamente le assicurazioni, le banche, gli artigiani, i commercianti; questi non faranno altro che aumentare i prezzi di tariffe, servizi e prodotti, non ci rimetteranno nulla perchè saremo noi pensionati e operai e dipendenti a pagare per loro. Sono pensionato di fascia medio bassa e pago di tutto. Ma quanto mi costerà in più a fine anno tutta questa manovra? Fra sanità (e bisogna star bene di salute), carburanti, IMU, TARSU, energia elettrica, acqua, gas (non calcolo la telefonia ed il canone rai perchè se ne puo fare anche a meno), diminuizione della pensione (si perchè è diminuita e non aumentata), aumento dell’irpef (se ne parla solo di quello regionale ma non dimentichiamo che c’è anche il provinciale e comunale che ancora non si sa il costo) tutto questo mi costerà in più in un anno circa 1500-2000 euro in più. Ed i nostri politici intanto hanno dimenticato che dovevano anche loro fare sacrifci.
Che bella la nostra ITALIA vero?

Rispondi Segnala abuso
Roberto 16 febbraio 2012 15:28

Perchè non recuperare il denaro pubblico confiscando beni e denari a coloro che si sono macchiati di reati di truffa ai danni dello Stato? Mi risulta che all’Asl di Massa Carrara sono spariti 300 milioni di euro ed i conseguenti tagli all’asl sono a carico di cittadini onesti, mentre il direttore generale di detta ASL, dopo l’allontanamento conseguente alla scoperta del notevole disavanzo, secondo un giudice del lavoro avrebbe dovuto essere reintegrato. Un compenso di oltre 100 mila euro l’anno per dirigere un’azienda, senza che gli venga addebitata la responsabilità di non sapere dove sono finiti 300 milioni di euro. Basta con stipendi da sogno a dirigenti di enti pubblici che non dirigono (talvolta anche inutili) ed organismi come società di revisione che non revisionano niente ove lavorano soggetti ben pagati senza alcuna competenza tecnica. Sarebbe una bella manovra finanziaria!!!!

Rispondi Segnala abuso
Alessandro 3 ottobre 2013 11:30

Brava negli Enti pubblici la maggior parte di chi ci lavora sono responsabili, dirigenti, consulenti esterni e giornalisti che non fanno una mazza!! E poi vengono a dire che i dipendenti negli Enti pubblici non fanno niente… non fanno niente chi comanda, chi dirige che sono la maggioranza mentre chi svolge il lavoro e fa andare avanti l’Ente raccoglie le briciole e si fa un mazzo a capanna!!!

Segnala abuso
Master 23 febbraio 2012 19:19

E’ una mossa vluota quella di deleitimare i governi dichiarandoli incapaci di intendere e di volere, con il solo copo di legittimare un governo unico europeo e poi mondiaale composto di soli plutocrati con sede su marte, nel senso che non si conosce l’identita certa ma solo, probabilmente, dei pseudonimi se non addirittura acronimi.

Rispondi Segnala abuso
Karinas 25 febbraio 2012 05:27

io sono cuirosissimo di vedere MATCH POINT visto che il caro woody torna alle atmosfere cupe e thriller dopo OMBRE E NEBBIA. chissa come se la cava il vecchietto

Rispondi Segnala abuso
Francesco 10 marzo 2012 11:23

Bravi alla fine stanno facendo quello avevano anticipato aumentano l’ IVA con la promessa di abbassare l’ IRPEF che secondo me non faranno . Combattono l’ evasione ( GIUSTO) solo dei commercianti , descritti come il tumore del fisco italiano, e non toccano i dottori o avvocati tutte quelle categorie che alla cassa ti dicono ” CON RICEVUTA O SENZA “. Ma sono amici loro e non li toccheranno mai, e poi questo è il cane che si mozzica la coda si alzano le tasse , si abbassano i consumi , le aziende producono di meno che oltre a pagare Che bravi, alla fine faranno come anticipato alzano intanto l ‘IVA con la promessa di abbassare l’ IRPEF che secomeno tasse licenziano pure , per cui viene a mancare altra gente che vivendo pagherebbero altre tasse. A dimenticavo non è più un problema , per il governo, l’ aumento della benzina ? Chissà perchè…e i loro privilegi si è arrenato tutto ? La bufera sul politico..auto blu..etc. etc. ormai è passata. Italiani ci meritiamo questi Dirigenti/ Professori/ Politici che ci hanno portato in questa situazione

Rispondi Segnala abuso
Alessandro 3 ottobre 2013 10:06

Ma il fatto dell’aumento dell’IVA ci colpira si, ma fino a un certo punto, perchè se come scritto sopra l’aumento medio a famiglia è di circa un centinaio di euri poco importa, invece di cambiare un cellulare all’anno se ne cambierà un ogni 3 anni, oopure invece i sostituire un PC ogni 2 anni lo si sostituisce ogni 4. Insomma, quello che voglio dire che per noi ammortizzare questa spesa non è poi impossibile, basterebbe risparmiare sulle cose di seconda necessità. Il problema più grave invece resta per i negozianti, per il commercio di elettronica o di accessori di seconda necessità che venderanno ancora meno di quello che vendono adesso, già sono in una certa crisi, adesso lo saranno ancora di più. L’economia con l’aumento dell’IVA sarà ancora più compromessa e quindi ci saranno ancora meno vendite. Alla fine lo stato pur avendo aumentato l’IVA cos’ha concluso? Nulla, meno vendite, meno entrate, più licenziamenti, più chiusure di negozi, più fallimento… e lo Stato? Se lo prende nel …… e quindi alla fine pure noi!!

Rispondi Segnala abuso
Seguici

© 2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati.

NanoPress News, supplemento alla testata giornalistica Tuttogratis.it registrata presso il Tribunale di Milano n°3 314/08