Aumento IVA, le conseguenze per le famiglie italiane

L’aumento di ottobre 2012, relativo alle aliquote intermedie e ordinarie sull’imposta sul valore aggiunto, è stato fortunatamente scongiurato. Difficilmente, tuttavia, l’euforia sarà in grado di conferire all’esecutivo la forza sufficiente per evitare gli incrementi stabiliti con decorrenza 2013. Ecco cosa potrebbe accadere alle tasche degli italiani in conseguenza dell’incremento dell’imposta sul valore aggiunto.
I buoni risultati ottenuti dall’esecutivo hanno reso possibile evitare l’incremento dell’aliquota ordinaria Iva al 23% con decorrenza primo ottobre. Una eventualità parzialmente inattesa, visto e considerato che fino a poco tempo fa il vice ministro dell’Economia Grilli andava affermando che quanto già previsto nel decreto Salva Italia di dicembre avrebbe avuto puntualmente luogo. Si erano pertanto definitivamente spente le speranze di coloro che auspicavano l’annullamento di quella iniziativa, evitando un sicuro freno ai consumi italiani. “Non ci sono tesoretti nella lotta al fisco” – aveva invece dichiarato Grilli.
Tuttavia, a questo punto è sempre più probabile che l’incremento dell’IVA con decorrenza 2013 possa effettivamente realizzarsi… ma con che conseguenze per gli italiani?
I costi per le famiglie italiane
Ma quanto costerà il nuovo aumento dell’Iva, in programma nel 2013? Secondo quanto affermato da alcune associazioni dei consumatori nelle ultime ore, la stangata dell’incremento dell’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto costerà oltre 400 euro in più di spesa a famiglia.
La motivazione è riconducibile soprattutto all’apprezzamento dell’aliquota ordinaria, che passerà dal 21% al 22%, piuttosto che all’apprezzamento dell’aliquota ridotta del 10%, che verrà condotta all’11% (una maggiorazione di un punto, anzichè due).
Più nel dettaglio, il Codacons afferma che l’aumento dell’Iva dal 21% al 22% significherà una stanga per nucleo familiare medio di 352 euro annui, che salgono a 418 euro per una famiglia di 3 persone.
L’incremento dell’IVA non sembra piacere a nessuno. Dal Pdl l’ex sottosegretario all’Economia Luigi Casero si dice stupito dalla decisione, che porterà ad un “ulteriore incremento dell’inflazione e comunque ad un aumento della pressione fiscale“. La Lega, con Massimo Fugatti, sostiene invece che “l’aumento ricadrà ancora una volta sui cittadini e sugli acquisti, che subiranno una nuova contrazione dilatando il periodo recessivo”. Gli esercenti, rappresentati da Confesercenti, dichiarano invece che “con un Paese in recessione e i consumi in stallo l’ulteriore aumento allontanerà sempre di più la crescita gelando di nuovo i consumi”. Secondo Confcommercio, infine, l’aumento al 23% porterà non solo “la riduzione del volume dei consumi, il cui profilo evolutivo appare già oggi molto negativo, ma ridurranno anche il potere d’acquisto, i redditi percepiti e la ricchezza messa da parte dalle famiglie”.
Insomma, una scelta dolorosa, i cui effetti saranno ben pesanti sulle tasche degli italiani.
Fermare l’aumento IVA per rilanciare i consumi
Sono sempre di più i commentatori che auspicano un blocco dell’aumento dell’IVA: un provvedimento che potrebbe servire a rilanciare i consumi, in una fase recessiva che di tutto avrebbe bisogno, tranne che di un ulteriore freno alla spesa dei privati.
Ricordiamo infatti come alla fine dello scorso anno il governo mise in campo la possibilità di varare un secondo incremento delle aliquote IVA, dopo quello già avvenuto con la manovra estiva. L’aumento sarebbe stato concretizzato in un rincaro di 2 punti percentuali a decorrere dal prossimo mese di ottobre, portando l’aliquota intermedia dal 10 al 12 per cento, e quella più alta dal 21 al 23 per cento. Rincaro sventato, almeno per il momento.
L’incremento di cui sopra dovrebbe rimanere immutato per l’intero 2013, e registrare un ulteriore apprezzamento di mezzo punto percentuale nell’anno successivo.
Tuttavia l’incremento dell’IVA, considerato il clima recessivo, è visto come un pericoloso intervento da parte dei commercianti e dalle famiglie, che temono l’effetto inflattivo sui propri bilanci. Lo stesso premier ha dato via a più apertura nelle ultime settimane, al fine di evitare l’aumento delle aliquote: servono tuttavia 4 miliardi per quest’anno, e 16 per il prossimo.
I nostri conti
Per evitare l’incremento di 2 punti percentuali sull’Iva dal 1 ottobre 2012 (con aliquota dal 10% al 12% per la fascia intermedia, e dal 21% al 23% per quella più alta), Monti ha dovuto trovare 4 miliardi di euro.
I soldi sono arrivati dalla lotta all’evasione fiscale: lo scorso anno il gettito di cassa derivante dal contrasto è stato pari a 11 miliardi di euro, mentre quest’anno il gettito potrebbe essere ben più rilevante.
Monti: l’IVA potrebbe non aumentare
E’ possibile che, a settembre, l’aliquota sull’imposta sul valore aggiunto possa non aumentare. L’affermazione – tutt’altro che fantascientifica – è stata diramata dallo stesso premier Monti nel corso di una recente intervista a Sky Tg24. “Le clausole di salvaguardia erano dei buchi nei quali si poteva andare a cadere” – ha dichiarato Monti – “E una parte della durezza del Salva Italia era dedicata a evitarlo”.
Il premier ha poi rassicurato dichiarando che il governo “intende andare oltre dal punto di vista della riforma fiscale”, specificando come “la principale leva fiscale a favore dell’equità è una dura e pesante lotta all’evasione”, e l’esecutivo utilizzerà i conseguenti proventi per dare “sollievo ai contribuenti onesti”.
Nella stessa intervista, Monti ha anche dichiarato di essere intenzionato a rivedere lo schema fiscale Ici sugli immobili della Chiesa: “Faremo una precisazione sull’uso commerciale o non commerciale dei beni della Chiesa ai fini dell’Ici, analizzeremo molto il tema e molto presto sarò in grado di riferire in merito” – afferma il premier, aggiungendo che – “Se gli italiani andranno avanti con questo senso di responsabilità e con questa maturità mi permetto di non mettere un limite ad uno spread che può anche arrivare ad una differenza zero, ma questo lo vedranno i miei successori”.
La normativa
Ma diamo un’occhiata a cosa dice la normativa, e cerchiamo di comprendere cosa accadrà. L’art. 18 del dl 201/2011 ha modificato l’art. 40 del dl 98/2011, ha previsto che nel caso in cui, entro la data del 30 settembre 2012, non si proceda a revisionare lo stesso art. 40, dal successivo 1 ottobre 2012 scatterà automaticamente l’aumento delle aliquote nella misura pari a 2 punti percentuali.
Per evitare ciò, occorre pertanto che entro settembre venga dato seguito all’attuazione della riforma dei regimi fiscali agevolati, che dovrebbe permettere un miglior contributo ai conti pubblici, evitando il perdurare del rincaro dell’imposta sul valore aggiunto.
Ammesso che si trovi l’accordo sull’attuazione della riforma dei regimi fiscali agevolati, il ritorno alle attuali aliquote sarà comunque in vigore dal 1 gennaio 2013. Pertanto, anche in caso di attuazione dei regimi fiscali, per almeno tre mesi gli italiani dovranno fare i conti con le aliquote IVA maggiorate rispettivamente al 12% e al 23%. Quello che accadrà nel 2013, invece, sarà influenzabile dai comportamenti dell’esecutivo nel breve termine.
Inoltre, se non verrà dato seguito all’attuazione della riforma sopra più volte ricordata, dal 1 gennaio 2014 è previsto un nuovo rincaro sulle aliquote intermedie e ordinarie, nella misura di mezzo punto percentuale.
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Lun 02/07/2012 da Roberto Rossi
Perchè non recuperare il denaro pubblico confiscando beni e denari a coloro che si sono macchiati di reati di truffa ai danni dello Stato? Mi risulta che all’Asl di Massa Carrara sono spariti 300 milioni di euro ed i conseguenti tagli all’asl sono a carico di cittadini onesti, mentre il direttore generale di detta ASL, dopo l’allontanamento conseguente alla scoperta del notevole disavanzo, secondo un giudice del lavoro avrebbe dovuto essere reintegrato. Un compenso di oltre 100 mila euro l’anno per dirigere un’azienda, senza che gli venga addebitata la responsabilità di non sapere dove sono finiti 300 milioni di euro. Basta con stipendi da sogno a dirigenti di enti pubblici che non dirigono (talvolta anche inutili) ed organismi come società di revisione che non revisionano niente ove lavorano soggetti ben pagati senza alcuna competenza tecnica. Sarebbe una bella manovra finanziaria!!!!
Rispondi Segnala abusoE’ una mossa vluota quella di deleitimare i governi dichiarandoli incapaci di intendere e di volere, con il solo copo di legittimare un governo unico europeo e poi mondiaale composto di soli plutocrati con sede su marte, nel senso che non si conosce l’identita certa ma solo, probabilmente, dei pseudonimi se non addirittura acronimi.
Rispondi Segnala abusoio sono cuirosissimo di vedere MATCH POINT visto che il caro woody torna alle atmosfere cupe e thriller dopo OMBRE E NEBBIA. chissa come se la cava il vecchietto
Rispondi Segnala abusoBravi alla fine stanno facendo quello avevano anticipato aumentano l’ IVA con la promessa di abbassare l’ IRPEF che secondo me non faranno . Combattono l’ evasione ( GIUSTO) solo dei commercianti , descritti come il tumore del fisco italiano, e non toccano i dottori o avvocati tutte quelle categorie che alla cassa ti dicono ” CON RICEVUTA O SENZA “. Ma sono amici loro e non li toccheranno mai, e poi questo è il cane che si mozzica la coda si alzano le tasse , si abbassano i consumi , le aziende producono di meno che oltre a pagare Che bravi, alla fine faranno come anticipato alzano intanto l ‘IVA con la promessa di abbassare l’ IRPEF che secomeno tasse licenziano pure , per cui viene a mancare altra gente che vivendo pagherebbero altre tasse. A dimenticavo non è più un problema , per il governo, l’ aumento della benzina ? Chissà perchè…e i loro privilegi si è arrenato tutto ? La bufera sul politico..auto blu..etc. etc. ormai è passata. Italiani ci meritiamo questi Dirigenti/ Professori/ Politici che ci hanno portato in questa situazione
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Io so soltanto che con il nuovo aumento IVA aumenterà di conseguenza tutto e dico TUTTO. E’ solo a noi cittadini che la finanziaria colpisce e non certamente le assicurazioni, le banche, gli artigiani, i commercianti; questi non faranno altro che aumentare i prezzi di tariffe, servizi e prodotti, non ci rimetteranno nulla perchè saremo noi pensionati e operai e dipendenti a pagare per loro. Sono pensionato di fascia medio bassa e pago di tutto. Ma quanto mi costerà in più a fine anno tutta questa manovra? Fra sanità (e bisogna star bene di salute), carburanti, IMU, TARSU, energia elettrica, acqua, gas (non calcolo la telefonia ed il canone rai perchè se ne puo fare anche a meno), diminuizione della pensione (si perchè è diminuita e non aumentata), aumento dell’irpef (se ne parla solo di quello regionale ma non dimentichiamo che c’è anche il provinciale e comunale che ancora non si sa il costo) tutto questo mi costerà in più in un anno circa 1500-2000 euro in più. Ed i nostri politici intanto hanno dimenticato che dovevano anche loro fare sacrifci.
Rispondi Segnala abusoChe bella la nostra ITALIA vero?