Bonus fiscale per le famiglie a reddito fisso

Cosa ci vorrebbe, oggi e subito, per dare un po’ d’ossigeno alle famiglie a reddito fisso? Ebbene, per la Cgil occorrerebbe intervenire subito mettendo a punto un bonus fiscale; la proposta, avanzata dal leader del Sindacato Epifani, viene accolta positivamente anche dall’Adusbef e dalla Federconsumatori, le quali per voce dei rispettivi presidenti, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, ritengono allo stesso modo necessario ed urgente un intervento dal fronte fiscale. La proposta delle due Associazioni dei Consumatori è la stessa oramai avanzata da mesi, ovverosia quella di una detassazione pari a 1.200 euro annui.
Nello specifico, tale misura andrebbe messa a punto a favore dei pensionati e dei lavoratori dipendenti a reddito fisso ponendo un limite di fruizione su un livello di reddito annuo sui 25-30 mila euro. D’altronde Adusbef e Federconsumatori sottolineano come i recenti dati Istat sulle vendite al dettaglino confermino come la crisi stia continuando ad intaccare fortemente la domanda di mercato visto che a scendere ora in maniera netta sono anche gli acquisti di generi alimentari.
La questione chiave, nonché determinante, è quella relativa non solo alla possibile adozione di un provvedimento simile da parte dell’attuale Governo in carica, ma anche alla copertura finanziaria per garantire la detassazione dei redditi fissi. Ebbene, per Adusbef e Federconsumatori le risorse si possono trovare sia combattendo meglio l’evasione fiscale, sia armonizzando la tassazione sulle rendite finanziarie portandola al 20% rispetto all’attuale livello del 12,5%.
D’altronde se da un lato chi vive di lavoro sudato paga sull’Irpef come minimo il 23%, chi gioca in Borsa, magari seduto comodamente a casa davanti ad un personal computer, paga sulle plusvalenze incassate solo il 12,5%, ovverosia quasi la metà di chi si alza di notte per andare al lavoro in fabbrica magari dopo due ore trascorse in treno all’andata ed al ritorno.
Immagine tratta da: www.lextra.info
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Lun 29/03/2010 da Filadelfo
ciao a tutti volevo sapere se, chi possiede una attivita’ propria per esempio, paga sia l’irpef sui redditi(guadagni poersonali),sia sui redditti che produce la stessa attività. spero si capisca cio’ che chiedo.
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La realtà sulla tassazione delle rendite. La sinistra della miseria e delle tasse.
Rispondi Segnala abusoLa sinistra e i sindacati vogliono aumentare le tasse sulle rendite finanziarie. Ma tassare le rendite finanziarie è quanto di più iniquo si possa fare proprio nei confronti di chi ha meno. Questa non è un’assurdità, ma la realtà delle cose. Perchè? I componenti della famiglia Agnelli risiedono fiscalmente in Svizzera. Questo significa che essi non pagano nulla perchè la Svizzera non fa pagare ai suoi residenti questo tipo di gabelle. Invece un qualsiasi impiegato, operaio o pensionato che risieda in Italia paga sui suoi risparmi il famoso 12,5% voluto a suo tempo dalla sinistra e dai sindacati. Il risparmio di un poveraccio paga. I miliardari invece usano residenze personali o società offshore per non pagare nulla nella più completa legalità. Non contenti di questa situazione già di per sè iniqua, la sinistra e i sindacati chiedono che questo divario sia ulteriormente alzato, portando la tassazione al 20%. Questa è la sinistra in Italia! Questi sono i sindacati. Sembra proprio che a loro piaccia la miseria delle classi medio basse. In fondo essi non ci sguazzano? Più miserabili ci sono in giro, tanti più voti e tessere sindacali pensano di guadagnare, no? D’altra parte a chi dobbiamo i salari più bassi di Europa? I sindacalisti hanno forse protetto il nostro potere d’acquisto? No, non l’hanno fatto, hanno fatto solo gli interessi di confindustria e dopo tutto questo, si gonfiano il petto e hanno la pretesa di venirci a raccontare che bisogna tassare i nostri risparmi per rimpolpare i salari. E su questo possiamo dire che ben che vada è una presa in giro. Perchè siamo poi sicuri che i soldi di queste tasse torneranno nelle nostre tasche come salari più alti? Forse a questo riguardo è istruttivo rammentare la vicenda del cuneo fiscale. Prodi lo promise ai lavoratori fra gli applausi della sinistra. E quando la sinistra “vinse” le elezioni, cosa fecero? Diedero il cuneo tutto a confindustria in mezzo al silenzio generale dei sindacalisti. Ma il buon Prodi non fece solo questo, egli consegnò ai sindacati la gestione del TFR aziendale. E i lavoratori vennero scippati pure della disponibilità del TFR. E quindi siamo sicuri che le tasse spremute con i nostri risparmi serviranno a rimpinguare i nostri salari? Ecco io ho qualche dubbio. Perchè, guarda guarda, il buon De Benedetti pare abbia già dato in un editoriale sul Sole24Ore alcuni suggerimenti ai suoi amici della sinistra: egli suggerisce di tassare “pesantemente e permanentemente” il risparmio della gente per poter finanziare sgravi fiscali al sistema industriale. A proposito i componenti della famiglia De Benedetti risiedono fiscalmente in Svizzera. Quindi non pagano nessuna tassa sul loro ingente patrimonio. Tuttavia le loro aziende di stanza in Italia pagano le tasse allo stato italiano. Bravo De Benedetti. Si capisce come mai sei riuscito ad accumulare una fortuna alle spalle delle tasche dei contribuenti italiani. E brava la sinistra e i sindacati che ti reggono il gioco.