Conti correnti on line, come difendersi dalle truffe

Nonostante l’accresciuta esperienza degli utenti dei servizi finanziari online, le truffe ai danni dei conti correnti dei malcapitati sono sempre di più. Come difendersi dunque dalle truffe, evitando di cadere nelle trappole di chi cerca di sottrarre denaro ai titolari dei conti correnti bancari italiani?
Il Corriere della Sera ha cercato di ricostruire lo schema “tipo” della truffa e, di conseguenza, qualche modo per evitarlo.
Tutto inizia, ovviamente, dalla volontà del truffatore di rubare dati sensibili, da utilizzare in maniera illecita. Per far ciò, il truffatore invia delle email per far “abboccare” l’utente: email che, se non vengono filtrate adeguatamente dal firewall e dagli anti virus / spam, giungono a destinazione nella casella di posta elettronica del cliente.
L’utente viene quindi invitato a comunicare al truffatore i propri dati sensibili. I dati rubati vengono raggiunti dal truffatore attraverso vari sistemi di connessione. Il truffatore raggiunge il server, passando attraverso il muro di sicurezza antivirus, e può annotarli per utilizzarli in maniera fraudolenta.
In proposito, il quotidiano ha raccontato un’operazione compiuta dalla polizia postale, che ha individuato e sgominato una banda di truffatori online. “Circa 600 le pagine dell’ordinanza preparata dal gip del Tribunale di Milano, Giuseppe Gennari, su richiesta del pm Francesco Cajani. I capi sono stati individuati in Ionel Marian Minciuna, Mihai Tarnaveu, Tiberiu Ciobanu e Ionella Paiu. Quest’ultima, classe ’92, arrestata ieri a Torino, lavorava apparentemente nei night club anche se grazie alle intercettazioni è stato possibile scoprirne le doti tecniche: era lei che creava le email di phishing” – afferma il Corriere – “Il meccanismo della truffa non aveva molto di nuovo: il phishing — l’invio di email con le quali si chiede all’utente di fornire i propri dati sensibili su un sito civetta del tutto uguale a quello vero—è utilizzato in Italia dal 2005″.
L’organizzazione, che operava da due anni, aveva già colpito 600 clienti. Fortunatamente i truffatori sono finiti in trappola: “Le Poste italiane, tra i target più amati dai phisher, hanno rilevato gli spostamenti anomali attraverso un algoritmo che individua l’anomalia dell’Ip di accesso (il numero che identifica il pc) grazie all’adaptive identification. A questo punto è scattata la «prenotazione» della somma, un meccanismo bancario che permette di accreditare solo virtualmente il denaro senza renderlo disponibile. Questo ha permesso alla polizia postale di iniziare le indagini senza fare sorgere sospetti nella banda che vedeva il proprio conto crescere. Peraltro la «prenotazione» della somma, usata normalmente per storni richiesti dal cliente, permette di considerare legalmente compiuto il reato di furto” – precisa ancora il quotidiano.
In questi casi, insomma, la prudenza sembra essere il consiglio migliore per difendersi dai truffatori. In caso di dubbio, è sempre meglio contattare le autorità competenti, e cercare in tal modo di contribuire a bloccare sul nascere eventuali fenomeni fraudolenti.
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Mer 27/06/2012 da Roberto Rossi













