Controlli su conti correnti: ok del Garante della Privacy

Con il parere di settimana scorsa, l’Autorità ha approvato le modalità con le quali le banche e gli operatori finanziari dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate le informazioni relative ai conti correnti bancari.
Il Governo Monti ha dichiarato guerra all’evasione fiscale, adottando una serie di provvedimenti volti a scovare i “furbetti” che si arricchiscono alle spalle degli onesti contribuenti e, più in generale, dell’intero sistema Paese. Una delle misure individuate dall’Esecutivo nel Decreto Salva Italia è quella che prevede controlli incrociati sui conti correnti dei contribuenti. Sul tema si è espresso la settimana scorsa il Garante per la privacy, che ha dato l’ok sullo schema di provvedimento relativo alle modalità con le quali le banche dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate le informazioni relative ai conti correnti bancari (saldo iniziale e finale, importi totali degli accrediti e degli addebiti delle numerose tipologie di operazioni effettuate).
Il Garante ha ribadito che “non è in discussione l’esigenza di disporre delle informazioni necessarie per l’azione di contrasto all’evasione fiscale” e per verificare l’esistenza di eventuali discrepanze fra quando dichiarato e quanto realmente posseduto sul conto corrente. Tuttavia, come precisato dal Garante, l’ingente flusso di dati, che la disciplina giuridica definisce “sensibili”, e la loro conseguente concentrazione presso un unico soggetto (l’Agenzia delle Entrate) rende “indispensabili misure di sicurezza di natura tecnica ed organizzativa particolarmente rigorose, sia per la trasmissione dei dati che per la loro conservazione”.
Tenendo conto dell’esigenza di preservare la sicurezza dei dati e tutelare la privacy dei correntisti, il Garante ha, quindi, invitato l’Agenzia delle Entrate a integrare lo schema del provvedimento con tutta una serie di misure di sicurezza. In particolare, come misura di sicurezza, gli operatori finanziari e le banche dovranno “adottare meccanismi di cifratura durante tutti i passaggi interni che coinvolgono i dati, limitare l’accesso ai file a un numero ristretto di persone, aggiornare costantemente i sistemi operativi, i software antivirus e anti-intrusione e, infine, prevedere solo in forma cifrata l’eventuale conservazione dei dati”.
Le regole definite dal Garante riguardano anche i tempi di conservazione dei dati presso l’Anagrafe tributaria, che dovranno essere specificati con esattezza e rispettati: questo vuol dire che, allo scadere del termine definito, i dati dovranno essere obbligatoriamente cancellati. Infine, il Garante si è riservato “di effettuare una verifica preliminare sul provvedimento con il quale saranno definiti i criteri e gli specifici tipi di dati che saranno usati per l’elaborazione delle liste di contribuenti a maggior rischio di evasione”.
L’Autorità ha espresso parere favorevole anche verso un altro schema di provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, quello che riguarda le modalità di accesso da parte dei Comuni alle banche dati e di trasmissione delle dichiarazioni dei contribuenti. Anche in questo caso, l’Autorità ha richiesto l’adozione di rigorose misure di sicurezza e l’integrazione dello schema con la definizione delle modalità di accesso alle banche dati da parte dell’Agenzia del territorio e dell’Inps.
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Gio 03/05/2012 da Francesco Tempesta













