Deduzione del canone di locazione, lo sconto resta del 5%

Non bastava il ritorno delle tasse sulla prima casa, o ancora i nuovi parametri di rivalutazione delle rendite catastali. Ora, sui proprietari di immobili concessi in affitto, compare anche la riduzione della deduzione forfettaria sui redditi da locazione: una misura che in un primo momento sembrava potesse sparire, e che invece è stata confermata fin dal nuovo anno.
In altri termini, al fine di coprire il fabbisogno legato all’applicazione dei nuovi ammortizzatori sociali, il governo ha scelto di ridurre dal 15% al 5% la deduzione forfettaria dei redditi da locazioni dichiarati in sede di dichiarazione dei redditi ai fini Irpef.
Di conseguenza, sui contratti di locazione “liberi”, le imposte aumenteranno di 10 punti percentuali. Una semplificazione non certo semplice – visto e considerato che entrano altresì in gioco parametri reddituali, aliquote e addizionali – ma che ha nello scontentare i proprietari immobiliari il suo comune denominatore.
Con gli affitti a regime di libero mercato, infatti, il reddito (dato dal valore più alto tra la rendita catastale rivalutata e il canone di locazione), veniva ridotto del 15% per poter esser assoggettato a tassazione. La percentuale scende ora al 5%, generando un contestuale decremento delle deduzioni e, di contro, un incremento della imposizione. Rimane la deduzione più corposa per i contratti con canone concordato (30%) e la possibilità di fruire della cedolare secca, che tuttavia – almeno secondo gli ultimi dati statistici – sembra essersi rivelata un mero fallimento (colpa, probabilmente, anche di una comunicazione “istituzionale” non certo efficace).
In materia, qualche settimana fa, era intervento anche il quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore, che aveva cercato di riportare qualche esempio per dimostrare le differenze fiscali che verranno generate dalla riduzione delle deduzioni.
In merito, per un negozio di 30 metri quadrati affittato a regime di libero mercato nella periferia di Roma a 8.500 euro all’anno, di proprietà di persona fisica con reddito lordo annuo pari a 40.000 euro, l’Irpef per il 2012 sarà pari a 2.899,39 euro, mentre per il 2013 è previsto un innalzamento a quota 3.240,50, con differenza conseguente pari a 341,11 euro.
Va ancora peggio a chi possiede un appartamento di 120 metri quadrati affittato a regime di libero mercato nel semicentro di Milano a 18mila euro all’anno, di proprietà di persona fisica con reddito lordo annuo pari a 70.000 euro. In questo caso, l’Ipref (addizionale compresa, come nel caso precedente) sarà pari a 6.559,29 euro per il 2012, e a 7.278 euro per il 2013, con differenza conseguente pari a 718,74 euro.
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Lun 28/05/2012 da Roberto Rossi













