Energie rinnovabili: tagli agli incentivi in arrivo?

Cresce il prezzo dell’energia, anche a causa degli incentivi alle rinnovabili. Nella sua ricetta “anti-rincaro”, il ministro Passera ha proposto un taglio agli incentivi. Di parere diverso è il ministro Clini, che, invece, propone un’operazione trasparenza a favore dei consumatori.
In questi giorni c’è un gran dibattito sui costi dell’energia, soprattutto in seguito all’annuncio dell’Aeeg di un ennesimo rincaro delle tariffe gas e luce. Sulle bollette pesano anche gli incentivi alle rinnovabili, che ammontano complessivamente a 9 miliardi (di cui ben 6 miliardi sono per il fotovoltaico) e che attualmente sono al centro di numerose polemiche.
Per tagliare i costi della bolletta energetica, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera ha ipotizzato un “riallineamento” degli incentivi per le fonti rinnovabili e si dice pronto ad accelerare l’approvazione dei due decreti in materia di energia, sui quali serve, però, l’accordo del Ministro dell’Ambiente. Passera prevede un taglio del 30-40% agli incentivi per metterli in linea con quelli europei, che in alcuni casi ammontano a circa la metà. Per quanto riguarda più specificamente il fotovoltaico, la linea di pensiero adottata dal ministro è a favore di criteri più rigorosi in fase di erogazione degli incentivi, che devono essere mirati e premiare solamente gli impianti più efficienti e meno invasivi: in tal senso, Passera propone l’istituzione di un registro ad hoc (al quale dovranno iscriversi anche gli impianti fotovoltaici di piccole dimensioni) e di aste per quelli più grandi (5 megawatt), oltre ad una serie di “paletti” per la produzione di energia da fonti rinnovabili (come, ad esempio, l’obbligo di dimostrare la capacità finanziaria per costruire l’impianto). Passera ritiene che sia necessario frenare gli incentivi, che determinano “un aggravio di 120 euro annui per una famiglia media” e nell’ultimo periodo “sono stati molto generosi – sia in rapporto a quanto corrisposto in altri Paesi europei sia in termini di ritorno garantiti agli investitori – soprattutto per l’energia fotovoltaica”, come si legge nella bozza del Quinto Conto Energia circolata nei giorni scorsi in forma non ufficiale.
È di parere leggermente diverso il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che chiede una soluzione più equilibrata, definendo il taglio agli eco-incentivi come “un errore strategico”, che rischierebbe di tagliare fuori l’Italia dal settore, “mortificando la capacità innovativa del Paese”. Se, quindi, da una parte il ministro Passera vuole stringere i tempi e procedere già dalla prossima settimana con le modifiche ai due decreti in materia di politica energetica nazionale; dall’altra il ministro Clini ha, invece, richiesto “un’operazione trasparenza sulle bollette” di luce e gas, affinché i consumatori paghino “il costo effettivo” dell’energia elettrica e non altri “oneri impropri come i Cip6 (l’incentivo che include anche le fonti energetiche assimilate alle rinnovabili), o gli sconti concessi alle grandi industrie energivore, come le acciaierie”. Clini ha, però, voluto chiarire che non ha divergenze di vedute con il ministro Passera e ha proposto “un tavolo tecnico con il collega Passera, l’Authority e la società civile”.
Nel frattempo, i produttori di rinnovabili e le associazioni ambientaliste hanno già dichiarato battaglia all’intenzione di Passera di procedere con il taglio degli incentivi. Anche l’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni italiani, ha chiesto al Governo un confronto urgente per fare luce sulla questione.
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Mar 10/04/2012 da Francesco Tempesta














Regolare gli incentivi agli stessi livelli degli altri paesi europei è una cafonata perche gli altri paesi europei hanno iniziato ha erogare gli incentivi molto ma molto tmpo addietro rispetto a noi quindi noi (l’italia) dobbiamo percorrere la nostra strada e con i nostri tempi! Facile e prendere questa scusa!! ma perchè non èquiparate l’Italia al resto del mondo per quanto riguarda il lavoro!!
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