Esami di Stato: verso la liberalizzazione per avvocati e commercialisti

Esami di Stato: verso la liberalizzazione per avvocati e commercialisti

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Abolizione dell’esame di Stato per avvocati e commercialisti: è questo il senso della proposta al vaglio del governo, avanzata dal ministero dell’Economia e uscita dalla bozza di manovra economica e poi rientrata sotto forma di legge delega. Ma non è l’unica novità del testo, presentato la settimana scorsa, che se entrasse in vigore renderebbe in sostanza compatibili le due professioni con quella del giornalista professionista e con l’attività commerciale. Novità che hanno scatenato le reazioni dei relativi Ordini professionali. Ecco cosa cambierebbe con la nuova norma.

La bozza allo studio del governo, “scomparsa” all’ultimo momento dalla lunga seduta di discussione della manovra economica il 30 giugno scorso, manterrebbe il tirocinio ma farebbe sparire d’incanto gli esami di Stato. Altri punti della riforma sono il divieto di avere tariffe fisse o minime, ma allo stesso tempo la facoltà concessa agli Ordini professionali di verificare se un compenso è commisurato alla prestazione svolta, come chiesto dall’Antitrust. Se passerà la legge delega, il governo avrà un anno di tempo per legiferare sulla materia.

Cadrebbe, poi, il divieto imposto finora a questi professionisti di fare pubblicità, che restava in piedi per ragioni di decoro: ma anche in questo caso gli Ordini potrebbero scendere in campo per valutare eventuali anomalie. Nel complesso, questa riforma delle due professioni andrebbe ben oltre quanto previsto dall’ondata di liberalizzazioni messa in campo nel 2006 dal noto decreto Bersani.

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Lun 04/07/2011 da

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4 luglio 2011 17:05

è una vergogna!
facciamo entrare tutti nella professione forense così diventerà ancora più indecente di come è adesso.

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Luigi 5 luglio 2011 13:20

Incredibile,ciò non mi tocca da vicino in quanto ho intenzione di studiare medicina,ma so che c’è già un ingente numero di avvocati che non lavorano per la troppa concorrenza.In Italia la politica ha sempre fatto schifo,i partigiani che hanno liberato l’Italia ci sputerebbero in faccia per come stiamo mandando in rovina il bel paese.

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Anonima 20 settembre 2011 11:18

Bah…personalmente credo che solo i più bravi riusciranno a farsi valere ed a restare sul mercato..ai meno bravi o a coloro che prendono il titolo tanto per…resterà solo il titolo! Nella libera professione contano i fatti non i titoli quindi che ben venga la liberalizzazione..

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Vale 14 dicembre 2011 17:39

Penso che la liberalizzazione sia un’ azione positiva.Per due motivi:
1-dopo cinque anni di studio,tesi di laurea e due anni di tirocinio, siano sufficienti ad essere preparati.Cmq nel corso della carriera professionale è previsto l’ obbligo di frequentare corsi di aggiornamento.
2- perchè non possiamo adeguarci agli altri stati europei? esempio Spagna?

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Faber 13 gennaio 2012 14:14

Nel 2012 è impensabile che le professioni siano gestite con ordini professionali che hanno come unico interesse la tutela dei propri iscritti, meglio creare un unico organismo di controllo su tutte le professioni che tuteli, come dovrebbe essere i consumatori.
Basta proteggere le caste, ma veramente pensiamo che uno dopo essersi laureato ed aver svolto il tirocinio “diventa professionista di qualità” solo dopo aver superato l’esame di stato.
Il mercato farà la sua selezione, se liberalizzeranno le professioni, entreranno in molti, ma alcuni si ritroveranno con il solo titolo da appendere al muro, mentre molti altri, per le proprie capacità, saranno promossi dal mercato, anche senza aver sostenuto un esame di stato.

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