Età pensionabile professionisti, scopri quando potrai andare in pensione

Età pensionabile professionisti, scopri quando potrai andare in pensione

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La pensione per i professionisti è cosa certa. Avvocati, notai, giornalisti, medici e farmacisti, non dovranno più avere alcun timore a patto che tengano ben a mente che l’età pensionabile sale. Come sottolineato dalle pagine del Sole 24 Ore, le Casse previdenziali per i professionisti hanno passato il test di sostenibilità del decreto Salva Italia firmato da Elsa Fornero. I professionisti dovranno a questo punto solo accettare di buon grado che per andare in pensione dovranno aspettare qualche anno in più e in alcuni casi dovranno anche esser soggetti all’introduzione del sistema contributivo, con un assegno inferiore a quanto previsto con il vecchio sistema di calcolo.

Se da una parte i meno fortunati saranno i notai, che andranno in pensione più tardi, con il limite di età che sale a 75 anni, a “gongolarsi” adesso sono i giornalisti, per cui l’Inpgi ha fissato a 65 anni la soglia di età per andare in pensione. Scopriamo qui di seguito come cambino i limiti di età pensionabile per le diverse professioni.

Cassa forense: Per gli avvocati della Cassa forense il limite massimo per andare in pensione è fissato ai 70 anni di età con un minimo di 35 anni contributivi. Il contributo soggettivo sarà del 15% ed il nuovo calcolo entrerà in vigore dal 2021. L’assegno sarà calcolato con un sistema retributivo misto sostenibile, cioè su tutta la vita lavorativa e con aliquota unica di rendimento adeguata in modo automatico alla speranza di vita.

Consulenti del lavoro: per questa categoria l’accesso alla pensione è consentito al settantesimo anno di età, con possibilità però di pensione anticipata a 60 anni. La pensione di vecchiaia scatterà a 70 anni con 5 anni annualità di contributi, mentre per quella anticipata richiederà 40 annualità. Il contributo soggettivo è del 12% su un reddito che varia tra un minimo di 17mila euro ed un massimo di 95mila euro. Il nuovo sistema entrerà in vigore l’anno successivo all’approvazione ministeriale e l’assegno sarà calcolato con il sistema contributivo pro rata.

Commercialisti: per loro la pensione di vecchiaia scatta da 61 a 70 anni per gli iscritti prima del 2004, con un minimo di anni contributivi che va dai 25 ai 33. Per i professionisti iscritti a questa categoria dopo il 2004 si andrà in pensione invece a partire dai 62 anni con 5 anni di contributivi minimi. In questo caso il nuovo sistema è già a regime ed il contributo soggettivo va da un minimo del 12% ad un massimo del 100% con un tetto di 170mila euro. L’assegno sarà misto per gli iscritti prima del 2004 e contributivo per quelli post.

Farmacisti: è questo un esempio di categoria che vede salire la propria età pensionabile sino a 68 anni più l’aspettativa di vita. Si tratta di una normativa che entrerà a regime dal 1 gennaio 2013. Il contributo soggettivo è di 4.150 euro, da aggiornare con l’inflazione, e gli anni contributivi minimi sono 30. Il sistema per calcolare l’assegno si basa sulla prestazione definita predeterminato.

Geometri: la pensione è fissata a 67 anni con il pro rata ed a 60 anni con il contributivo, con entrata a regime dal 2019. Il contributo oggettivo sarà tra il 15 ed il 5% integrativo, gli anni contributivi minimi dovranno essere 35. Per i pro rata l’assegno sarà calcolato con il sistema contributivo, per gli altri con il retributivo.

Giornalisti: possono definirsi loro la categoria più fortunata. I giornalisti potranno infatti andare in pensione a 65 anni a partire dal 2012. Il contributo soggettivo è del 23,28% per i dipendenti, mentre per i professionisti è del 10% più il 2% integrativo. I dipendenti dovranno versare 35 annualità contributive minime, mentre per i professionisti ne basteranno 20. Per i dipendenti l’assegno sarà calcolato con il contributivo corretto con le aliquote di rivalutazione che si riducono per i redditi più alti. I liberi professionisti invece riceveranno un assegno calcolato sul contributivo puro.

Ingegneri e architetti: l’età pensionabile è fissata ai 70 anni, il contributo soggettivo del 14,5% e gli anni contributivi minimi dovranno essere 35. L’assegno sarà calcolato con un sistema contributivo a ripartizione.

Medici: l’anno che vedrà cambiare la loro soglia d’età pensionabile è quello del 2018, in cui sarà stabilito che tutti gli appartenenti alla categoria dei medici potranno andare in pensione solo dopo aver raggiunto i 68 anni d’età. Il contributo soggettivo varia tra il 19,5% ed il 33 %. Le annualità contributive minime sono di 35 anni con un minimo di 62 anni di età, di cui 30 passati dalla laurea. Dopo 42 anni di contributi cade il limite di età. L’assegno è calcolato con il sistema retributivo sui redditi di tutta la vita lavorativa, sistema definito dalla Fornero un contributivo indiretto.

Ragionieri: i nati dopo il 1 gennaio 1963 vedranno scattare la loro età pensionabile dopo i 68 anni e 40 anni di contributi versati. Il contributo soggettivo è del 15% e l’assegno è calcolato con il sistema contributivo.

Notai: meno fortunati i notai, che vedranno scattare la loro pensione di vecchiaia a 75 anni e quella di anzianità a 67anni con 30 anni di esercizio effettivo della professione. Il contributo soggettivo è del 40% del repertorio notarile. Il minimo degli anni contributivi è di 67 anni con 30 anni di esercizio effettivo. L’assegno è proporzionale agli anni di esercizio ed uguale per tutti i notai a parità di anzianità.

Veterinari: a partire dal 2033 i veterinari andranno in pensione a 68 anni, con la pensione di anzianità che scatta dai 62 anni in poi. Il contributo soggettivo è del 22% e le annualità contributive minime sono di 35 anni. La pensione è calcolata con il sistema retributivo basato sulla media di 35 ani di redditi professionali.

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Mer 17/10/2012 da in .

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