Imu seconda rata, oggi scade il termine: come pagare in ritardo

Oggi, 17 settembre, scade il termine per procedere al pagamento della seconda rata d’acconto Imu. Una scadenza che riguarda solamente coloro che hanno optato – dovendo pagare l’imposta municipale unica per la prima casa – per la suddivisione in due tranche dell’acconto, sdoppiato in parti uguali a giugno e a settembre. Il prossimo appuntamento sarà invece a dicembre, quando tutti i contribuenti dovranno procedere al pagamento del saldo.
Ma cosa succede se si paga in ritardo? Ricordiamo innanzitutto come, per fortuna, le possibilità per pagare in ritardo con sanzioni molto ridotte siano tante e ben strutturate. Cerchiamo allora di tracciare una linea guida per permettere a tutti coloro che pagheranno in ritardo, di poterlo fare con il minimo aggravio possibile.
Iniziamo con l’ipotesi più semplice: l’imposta municipale unica verrà pagata entro 14 giorni dalla scadenza originaria. In questo lasso di tempo è molto probabile che non vi sia alcun accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, ed è pertanto possibile correre ai ripari con una sanzione minima, pari a 0,2 punti percentuali per ogni giorno di ritardo.
Se invece superiamo il 14mo giorno, ma rimaniamo all’interno del 30mo giorno, la sanzione sale al 3 per cento, sempre a patto che non vi sia stato, nel frattempo, alcun accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate (ipotesi che, ricordiamo, sembra essere piuttosto improbabile). La sanzione sale al 3,75 per cento per i ravvedimenti oltre il 30mo giorno, e fino al compimento dell’anno.
Pertanto, se paghiamo l’acconto con il ravvedimento breve entro i 30 giorni, per un’imposta di 100 euro si pagheranno sanzioni per soli 3 euro. Se il pagamento è effettuato successivamente a tale scadenza, ed entro l’anno, le sanzioni sono pari a 3,75 euro.
I problemi maggiori potrebbero sorgere per coloro che non riescono a pagare l’IMU con ritardo entro l’anno, poichè essi non potranno più porre rimedio alla propria inadempimenza attraverso il ravvedimento e, di conseguenza, dovranno andare incontro al pagamento della sanzione piena.
I rischi nascono semmai dalla impossibilità di ricorrere al ravvedimento a causa di un accertamento tributario. Il Giornale tempo fa aveva nell’occasione intervistato Arianna Zeni, ricercatrice del Centro Studi Eutekne, secondo cui “la legge prevede, per tutti i tributi, quindi anche per l’Imu, una sanzione in caso di omesso o ritardato pagamento, pari al 30% dell’imposta non versata. Sulle somme non versate relative all’imposta, poi, si applicano gli interessi di mora nella misura annuale stabilita da ciascun Comune, che non può, per legge, superare il limite di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale, attualmente fissato nel 2,5% annuo: quindi possono arrivare a un massimo del 5,5%”.
Tradotto in termini temporali, inoltre, si pensi come l’avviso di accertamento possa arrivare entro 5 anni e, cioè, entro la fine del 2017. Considerato che i controlli sono previsti in fase di incremento, non pagare l’IMU rischia di diventare davvero molto rischioso…
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Lun 17/09/2012 da Roberto Rossi













