Legge di stabilità 2014: ecco quanto ci costa

Legge di stabilità 2014: ecco quanto ci costa

Legge_di_stabilità_2014

La Legge di Stabilità 2014 può dirsi approvata. Ed è bene tenersi pronti a tutte le novità in essa contenute. Con 171 voti favorevoli, 135 contrari e nessun astenuto, il Senato ha infatti votato la fiducia al Governo, approvando la Legge di Stabilità 2014. Il nuovo pacchetto Legge di Stabilità 2014 comprende le proposte approvate in Commissione e gli emendamenti non posti in votazione dei relatori e del Governo. Ma quanto costerà ai contribuenti italiani la Legge di Stabilità 2014.

Cerchiamo di capire qui di seguito quali saranno le novità che influiranno negativamente sul conto economico dei contribuenti italiani. E valutiamo poi punto per punto ogni singola novità introdotta.

Di sicuro, una delle prime novità, chi di certo non renderà felici i contribuenti italiani, è quella che interesserà l’imposta sulla casa principale: il tetto massimo alla tassa sui servizi indivisibili (Tasi) non è sceso dal 2,5 per mille all’1 per mille, come pure si è provato a fare. Il risultato è che l’anno prossimo la nuova Iuc dovrebbe essere in media meno cara dell’Imu pagata nel 2012, grazie alla detrazioni al momento finanziate per un solo anno.

Su cuneo e casa di più non è stato fatto anche perché una parte delle risorse aggiuntive sarebbe dovuta arrivare dalla web tax. In quanto a contributi invece, ce ne saranno molti in più,come sempre, dai mondiali di pallavolo femminile ai virtuosi di Verona, fino all’Orchestra del Mediterraneo.

Ma vediamo di seguito tutte le novità introdotte:

Legge di Stabilità 2014: le novità in materia di detrazioni fiscali
Stando ai dati elaborati dall’Istat, sarebbero ridotte dall’1,1% allo 0,7% le stime del governo sull’aumento del Pil nel 2014. “Una vera doccia fredda – ha affermato il relatore Pd al Senato Giorgio Santini – se dovesse aver ragione l’Istat, i conti sono destinati a saltare, ecco perché dobbiamo irrobustire al massimo i capitoli sullo sviluppo“. Ma come fare? Le proposte sono molteplici: Santini, per recuperare 2 miliardi di euro, lancia l’ipotesi di Btp “ad hoc per finanziare il credito di imposta sulla ricerca”, una revisione della Tobin Tax, e la “deducibilità dei capannoni, cioè i beni strumentali per le imprese”. Il collega Antonio D’Alì, relatore anche lui ma per il Pdl, punta alla “semplificazione” della service tax per la casa e a un freno per l’aumento concesso ai Comuni.

Legge di Stabilità 2014: varato il blocco delle pensioni oltre i 3mila euro
La quota di pensione oltre sei volte il trattamento minimo Inps, ossia 3.000 euro lordi al mese, non verrà rivalutata nei prossimi tre anni, mentre quelle inferiori, a partire dai 1.500 euro lordi, avranno una rivalutazione solo parziale e più bassa di quella odierna. Nella bozza della legge di Stabilità, si legge infatti che verranno rivalutate del 100% quelle fino a 1.500 euro; del 90% quelle fino a 2.000 euro; del 75% quelle fino a 2.500. Per quelle tra i 2.500 e i 3.000 euro la rivalutazione sarà del 50%, oltre tale soglia verranno bloccate. In bilico il contributo di solidarietà, il prelievo a carico delle pensioni oltre i 100 mila euro. Nella bozza entrata a Palazzo Chigi la sovrattassa era del 5% per la parte eccedente i 100 mila euro fino 150 mila, del 10% oltre i 150 mila e del 15% oltre i 200 mila euro. C’è una differenza rispetto ai vecchi contributi di solidarietà, bocciati dalla Corte costituzionale che li aveva considerati discriminatori perché relativi solo alla categoria dei pensionati: il gettito non dovrebbe finire in maniera indistinta nelle casse dello Stato ma andare a «favore delle gestione previdenziali obbligatorie di appartenenza». Resta da vedere se questo correttivo basterà a superare le obiezioni di incostituzionalità. Inoltre, “le norme relative all’indicizzazione delle pensioni vanno modificate perché sono inique, non si può ancora mortificare il potere d’acquisto dei pensionati che, tra l’altro, sono la stampella di molte giovani famiglie” – afferma il parlamentare Pd Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera ed ex ministro del Lavoro.

Legge di Stabilità 2014: l’abbattimento del cuneo fiscale
A partire dal 2014, prende avvio la riforma dell’Imu e soprattutto si procederà ad un primo taglio delle tasse per le imprese e i lavoratori. L’obiettivo è quello di abbattere il cuneo fiscale, ma le risorse a disposizione per farlo non sono molte. Attualmente, in discussione, ci sono 11,6 miliardi in tre anni, 5 per i lavoratori, 5,6 per le imprese. Nel 2014 lo sgravio sulle buste paga, concentrato sui redditi più bassi, sarà di un miliardo e mezzo di euro e la sua articolazione sarà decisa dal governo con il Parlamento e le parte sociali. Per le imprese, invece, ci sarà una riduzione dell’Irap sulla componente relativa al costo del lavoro (400 milioni di sgravio nel 2014) e un taglio (da un miliardo) dei contributi sociali. Confermato il potenziamento dell’Ace, l’aiuto alla capitalizzazione delle imprese, la cui aliquota salirà dal 3 al 4,5%, e al 6% nel 2015.

Legge di Stabilità 2014: abolita l’Imu, arriva la Iuc
Sparisce il Trise, ed arriva la Iuc, tributo sui servizi locali che sostituisce Imu e Tares. Al suo interno, sarà composto da Imu – ma solo per le abitazioni non principali e non di lusso – Tasi, tributo sui servizi indivisibili. Aliquote massime del 2,5 e del 10,6 per mille, pagamento richiesto sia a inquilini che a proprietari, con commisurazione naturalmente diversa. Oltre a ciò, al vaglio delle forze di maggioranza c’è anche il ritorno dell’Irpef fondiaria sulle seconde case.

Legge di Stabilità 2014: le novità su rendite finanziarie ed ecobonus
Altro cambiamento in discussione rispetto al testo della bozza, è che dalla Legge di Stabilità 2014 scompare l’aumento dell’aliquota fiscale sulle rendite finanziarie dal 20 al 22%, ma viene invece confermato l’aumento dell’imposta di bollo sulla gestione titoli (porterà 900 milioni in più). Per le imprese scatta la possibilità di una nuova rivalutazione dei beni aziendali e delle partecipazioni (con un gettito atteso di 500 milioni nel 2014), mentre alle banche e agli altri intermediari finanziari viene concessa la facoltà, dall’anno prossimo, di ammortizzare le svalutazioni dei crediti non più esigibili. A loro conviene per pulire il bilancio, mentre lo Stato incassa le relative tasse: 2,2 miliardi solo nel 2014. Tra le altre misure fiscali previste dalla manovra 2014 c’è una nuova stretta sulle compensazioni delle imposte indirette, che vale 450 milioni di euro, la conferma delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e gli arredi (un miliardo) e, in prospettiva, una riduzione delle agevolazioni fiscali a favore di famiglie e imprese. Dal capitolo delle cosiddette «tax expenditures», entro gennaio e con il contributo anche in questo caso delle parti sociali e del Parlamento, dovranno essere definiti almeno 500 milioni di tagli permanenti.

Legge di Stabilità 2014: le novità per il pubblico impiego
La Legge di Stabilità 2014 dovrebbe portare ad un taglio del 10% degli straordinari, misura ridotta al 5% per militari, polizia e vigili del fuoco, il blocco della contrattazione oltre il 2014, un tetto all’indennità di vacanza contrattuale e un rafforzamento del blocco del tun over. Non è stata inserita, alla fine, la norma che avrebbe consentito di ridurre lo stipendio agli statali in caso di trasferimento, mentre per le buonuscite si prevede il pagamento spalmato non più su 6 ma su 12 mesi. Il tetto di retribuzione dei 300 mila euro lordi l’anno viene poi esteso a «chiunque» riceva retribuzioni o emolumenti dal pubblico.

Legge di Stabilità 2014: in arrivo nuovi bonus bebè
Tra gli emendamenti presentati dal Governo alla Legge di Stabilità 2014, ci sarebbe anche posto per un cambiamento dei fondi da utilizzare per i bonus bebè, ovvero tutte quelle agevolazioni su cui possono contare le giovani famiglie italiane, che abbiano un reddito medio inferiore agli standard stabiliti a livello nazionale. Stando alle fonti dell’esecutivo, la cifra sbloccata dovrebbe valere intorno ai 30 milioni di euro.

Legge di Stabilità 2014: c’è posto anche per i finanziamenti all’editoria
Previsti nuovi fondi a sostegno dell’editoria: 50 i milioni che saranno stanziati per il 2014, 40 milioni per il 2015 e 30 milioni per il 2016 e destinati all’avvio di nuove imprese editoriali, al sostengo di ristrutturazioni aziendali e agli ammortizzatori sociali.

Legge di Stabilità 2014: novità per stabilimenti marittimi
Prevista una sanatoria dei contenziosi sui canoni del demanio marittimo. L’emendamento di Maino Marchi (Pd) prevede che “i procedimenti giudiziari pendenti alla data del 30 settembre 2013 concernenti il pagamento in favore dell’erario statale dei canoni e degli indennizzi per l’utilizzo dei beni demaniali marittimi e delle relative pertinenze, possono essere integralmente definiti” pagando “in un’unica soluzione” il 30% delle somme dovute oppure il 70%, ma con una rateizzazione in nove anni. La domanda dovrà essere presentata entro il 31 gennaio 2014.

Legge di Stabilità 2014: ambiente, scuola, esercito e stadi
Per l’ambiente, arrivano 180 milioni alla difesa del suolo, mentre 90 sono destinati al Fondo per la tutela delle risorse idriche. Ora, chi contamina un’area verde dovrà accollarsi anche le spese di recupero della zona sottoposta a inquinamento. A scuola, invece, viene innalzato di 150 milioni il Fondo per il finanziamento nelle università, mentre 220 milioni per il 2014 vengono assegnati alle scuole non statali. 850 milioni di euro andranno al rifinanziamento delle missioni di pace, 340 milioni alla flotta navale, 190 milioni alla rete di comunicazione tra forze di polizia, 5 milioni per la flotta aerea antincendio, mentre ai canadair andranno gli introiti della vendita dei velivoli di Stato. Infine, 10 milioni andranno all’Arma dei Carabinieri, mentre entro 12 mesi tutti i corpi in divisa dovranno elaborare i cedolini per via telematica. Introdotta anche la versione leggera della legge sugli stadi, che prevede l’aumento del fondo di garanzia per l’ammodernamento degli impianti già esistenti per un totale di 45 milioni di euro.

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Gio 19/12/2013 da

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Dola B. 8 ottobre 2013 12:20

Ma fino a che punto continueranno a prenderci per deficienti questi impostori? VIVA M5S!!!

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Dola B. 8 ottobre 2013 12:28

Poveri concittadini che ancora credete che si possa tirare sangue da una rapa cioè le casse dello Stato! Lo volete capire si o no che questi al governo non ce la fanno a tagliare i loro super-privilegi cosa che veramente darebbe un segno di seri intendimenti di risanare la spesa pubblica? NON ci sono più fondi per fare niente! Danno soldi con una mano e li riprendono con quell’altra. Impostori ! VIVA M5S !

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Dola B. 8 ottobre 2013 12:36

E per i poveri pensionati cui hanno bloccato le pensioni da anni ? Che vergogna e che schifo !

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Luigi 15 ottobre 2013 11:01

E’ solo una presa per i fondelli…, 200 € lordi l’anno secondo voi aiuta la ripresa dell’economia? Io credo proprio di no…, A mio parere dovrebbero tagliare i loro stipendi “altissimi” come ben sappiamo rispetto al resto d’Europa, i loro privilegi e pensioni d’oro… .
Vi chiedo: secondo voi è giusto che un MERCENARIO PARLAMENTARE “TUTTI” per UN SOLO GIORNO prenda una pensione di 3.000,00 € e noi lavoratori dopo aver lavorato per 30-35 anni se riusciamo a percepire 1.100,00 € mensili dobbiamo anche ringraziarli???
Io sono del parere che se non si aumentano gli stipendi e le pensioni di ALMENO 300,00 € NETTI MENSILI l’economia non risanerà MAI…, per farlo occorre che i suddetti MERCENARI intervengano su i loro stipendi e privilegi come suddetto…, avanti di questo passo arriveremo ad una RIVOLUZIONE CIVILE “almeno spero”…, IO li metterei tutti alla GHIGLIOTTINA…, SONO LADRI, LADRI, LADRI.
Siamo nella comunità Europea? Solo per i loro affari…, stipendi, servizi e tasse A PARTE.
Ben venga a mio parere che ci guidi la Comunità Europea e/o magari a questo punto la Merkel…, siamo in Europa? Bene FUORI GLI INCAPACI.
Ma purtroppo tale ASSURDA SITUAZIONE giova anche alla comunità Europea…, più affondiamo meglio è per il resto dei paesi della Comunità.
Buona giornata, Luigi De Rosa

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Dola B. 19 dicembre 2013 18:15

Luigi, hai proprio ragione.
Ma avete letto che tutto l’esercito di politici e burocrati costa 750 euro all’anno per ogni cittadino? Ah! come rimpiango la rivoluzione francese con quell’adorabile strumento della ghigliottina!

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Salvo 10 febbraio 2014 15:40

Ciao a tutti,non vi spremete le meningi:per fare ripartire l’Italia bisogna tagliare 100 miliardi e destinarli per meta’ alla riduzione del costo del lavoro e l’altra meta’ metterla in tasca a chi non ha reddito e un eta’ superiore ai 35 anni(per gli Andrer 35,apprendistato retribuito).nessun governo lo fara’ mai:buona fortuna

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Luigi 15 ottobre 2013 11:15

SIAMO IN EUROPA? UNIFORMIAMO TUTTO…, DAGLI STIPENDI DEI PARLAMENTARI E CITTADINI ALLE TASSE…, ALLORA SI CHE E’ EUROPA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Gema 23 ottobre 2013 16:02

come é possibile bloccare nella stessa misura % la rivalutazione di pensioni di 3.000-4.000 euro lordi
e 30.000-40.000 euro lordi?
Chi è pagato per legiferare dovrebbe usare intelligenza,equità !!!!!!!!!!

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Pensionato inps 28 novembre 2013 17:15

se fossero intelligenti o capaci non sarebbero in quei posti.

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Giorgio catellani 29 novembre 2013 21:06

tu pensa che ci toglie l’indicizzazione guadagna dai 40 ai 50.000 euro al mese. qui e’ detto tutto. poi considera’ che questo governo con sette preti presenti hanno approvato una missione per andare a recuperare dei negri nel mediterraneo al costo di unmiliardo e mezzo di euro al mese.poi la maggior parte ci viene a rubare in casa.

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Giorgio catellani 26 novembre 2013 05:05

mio padre diceva che finche’ comandera’ la mafia e la chiesa in italia sara’ sempre peggio.oggigiorno devo dire che aveva proprio ragione

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Valentino 28 novembre 2013 15:19

si è vero siamo in una situazione alquanto instabile ma non catastrofica come ci vogliono far credere i soldi ci sono e ci sono anche le possibilità di usarli sarebbe sufficiente farli uscire dalle banche,mettere in vendita le case popolari che non si sa più chi sono i proprietari è cosi difficile fare un censimento e togliere questo abusivismo io capisco che politicamente la cosa è compromettente ma non si può vivere sempre nell’ombra facendo finta di non vedere e di non sentire un pò di coraggio non guasterebbe e farebbe bene al paese valentino

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Giorgio catellani 20 dicembre 2013 15:19

certo che pensare che blocchino ancora le pensioni a chi prende 3000 euro lordi al mese loro che guadagnano uno stipendio 6 o 7 volte superiore e con tutte le agevolazioni che hanno e’ veramente ridicolo.ma come possono pensare di essere ancora votati alle prossime elezioni.io capisco chi prende piu’ di 10000 euro ma chi prende 3000 4000 0 anche 7000 0 9000 euro e deve mantenere due o tre figli disoccupati non e’ proprio da considerarsi ricco.poi chi li prende probabilmente se li e’ guadagnati e cosa c’e’ di tanto sporco.sarebbe ora di finirla con la parola solidarieta’,e’ una parola che usano i preti che non pagano le tasse si beccano migliardi dall’8%° e finanziamenti a iosa dai ns governanti loro simpatizzanti.i ns antenati hanno fatto guerre e sono morti per questa italia che se andiamo avanti cosi’ i ns figli e nipoti non riconosceranno piu’.mi vergogno di essere rappresentato da questa gente e dico che grillo ha ragione se ne devono andare tutti a casa ma a calci nel c…..

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Franco astorre 8 gennaio 2014 18:17

mio padre e mio nonno dicevano che chi scappa dalla guerra e lascia la propria patria e’ un vigliacco.oggi chi scappa viene chiamato profugo,va mantenuto a spese delle nazione dove va con aumento delle tasse per i cittadini.certo che questo papa ed tutti i politici che lo ascoltano e dico tutti stanno facendo un bel danno all’italia.

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