Mangiare e bere: con la crisi i giovani riscoprono il vino

E’ in forte crescita la tendenza dei giovani, rispetto al passato, a passare le serate presso le enoteche rispetto a locali magari più “raffinati” e, soprattutto, più costosi. Il cambio di stile di vita nel magiare e bere, secondo quanto viene messo in evidenza su “Repubblica.it”, è frutto anche della crisi economica, ma rimane in ogni caso elevato l’allarme sull’abuso di alcol da parte dei giovani del nostro Paese, i quali sempre di più nel bere alcolici adottano il “modello nordico“.
E non a caso, come riporta l’Associazione ADUC in base ad una ricerca condotta dall’ISPO, l’Istituto di ricerca con sede a Milano a cura del Professor Renato Mannheimer, nel nostro Paese l’abuso di bevande alcoliche riguarda proprio i giovani con un’età compresa tra i 18 ed i 19 anni; ma non mancano i casi di abusi nel bere alcol da parte di ragazzi minorenni con rischi elevati per la salute ed il proprio sviluppo corporeo.
In accordo con le dichiarazioni di Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù, i problemi dei giovani in fatto di consumo di alcol e droghe vanno trattati, considerati ed analizzati da due punti di vista differenti: se per l’alcol è da condannare l’abuso e non il consumo, per gli stupefacenti invece è da condannare e contrastare l’uso in tutte le sue forme.
Così come in passato, ma ancor di più ai giorni nostri, la cultura del bere rappresenta un pericolo per i giovani specie se non sono consci dei rischi che corrono; occorre infatti, anche con campagne informative, educare i giovani al consumo di alcol in maniera responsabile, prediligendo la qualità alla quantità, e promuovendo la cultura del bere in basse quantità all’interno del contesto familiare e durante i pasti.
Immagine tratta da: simopizzulata.blogspot.com
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Sab 09/05/2009 da Filadelfo













