Massimo scoperto, cosa cambia per i correntisti italiani

Sta entrando in vigore la nuova regola sulla commissione di massimo scoperto, il costo che si paga sullo scoperto di conto corrente, e che in seguito alle novità introdotte dalla legge di conversione della manovra Monti, non potrà superare un tetto stabilito in maniera inderogabile, e in vigore per tutti gli istituti di credito operanti in Italia. Vediamo cosa cambia.
Il massimo scoperto. Con la nuova regola sulla commissione di massimo scoperto, si va a porre un limite sul costo dell’apertura di credito in conto corrente (quanto comunemente chiamato “fido”), al quale non potrà essere applicata una commissione superiore a 0,50 punti percentuali a trimestre, della somma messa a disposizione, anche se non utilizzata.
Pertanto, nel caso in cui il correntista abbia a disposizione un fido di 5 mila euro, ogni trimestre si troverà a pagare una commissione pari a un massimo dello 0,50%, anche nel caso in cui quell’apertura di credito non sia mai stata utilizzata, perchè il saldo è rimasto costantemente creditore.
L’istruttoria veloce. Nel caso invece in cui sul conto corrente non sia stato abbinato alcun contratto di apertura di credito in conto, o comunque lo sconfinamento sia andato al di là di quanto preventivamente autorizzato in contratto, il correntista rischia di subire un’imposizione non predeterminata in maniera univoca.
Il livello massimo della commissione per l’istruttoria veloce verrà infatti definito dal Cicr in base alla somma e al periodo del prestito, con un onere che si preannuncia particolarmente salato per il correntista disattento.
Le vecchie norme. Sono pertanto finite nel dimenticatoio le vecchie regole che il Tesoro varò nel 2009, e che prevedevano che il massimo scoperto, per essere applicato, dovesse aver bisogno di due requisiti: il rosso doveva durare più di 30 giorni, e il cliente doveva essere titolare di un’apertura di credito in conto corrente. Novità che non piacquero alle banche, che infatti si inventarono l’amara commissione di disponibilità fondi.
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Mar 27/12/2011 da Roberto Rossi













