Mi Manda Rai Tre, diretta live: pensioni e batterio killer

Questa sera ci dedicheremo al racconto in tempo reale della puntata odierna del programma televisivo, Mi Manda Rai Tre. La trasmissione condotta da Edoardo Camurri si occuperà di pensioni e in particolare delle segnalazioni dei cittadini che lamentano che l’Inps sta chiedendo la restituzione delle somme erogate in passato. Il conduttore parlerà di sicurezza alimentare, facendo il punto su quanto sta accadendo in Germania con il batterio killer Escherichia Coli.
Ore 21:08
Comincia Mi Manda Rai Tre. Edoardo Camusso, a differenza delle truffe denunciate la scorsa settimana, esordisce subito con il tema più caldo di questa settimana: il batterio killer scoperto in Germania. Il conduttore parla della gravità del fenomeno e avvia un collegamento con un ristorante italiano di Amburgo, riproponendo i titoli della stampa teutonica che, sulla pericolosità dell’E. coli, inneggiano ad “un vero film dell’orrore”. Inoltre, Camurri ricorda il caso del batterio tedesco rinvenuto nel salame di cervo in Italia e con un servizio di Luca Leccese fa il punto della situazione sui pericoli per la salute e sulle previsioni di Coldiretti e dell’Istituto Superiore della Sanità. Nel frattempo in Germania regna caos e confusione.
Ore 21:20
Si rientra in studio e l’anchorman riporta una nota del Ministero della Salute che racconta che delle tossine di E. coli è stato isolato in un salame di cervo analizzato nel nostro Paese, più precisamente in Toscana. Immediatamente, vengono presentati gli ospiti, tra i quali Alfredo Caprioli, dell’ISS, che commenta il comunicato del ministero e la procedura di analisi che si svolgono in questi casi di emergenza. Il microfono passa nelle mani di Maria Caramelli, ricercatrice dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Torino che esprime la propria convizione sulla diversità dei ceppi analizzati in Italia e in Germania e sulla probabile diffusione del batterio attraverso l’acqua. Prima di passare la linea ad Antonio Longo ( Movimento difesa del cittadino) si elencano i sintomi della contaminazione, tra i quali: diarrea, crampi addominali, mal di testa, ecc).
Ore 21:30
Caprioli commenta la dichiarazioni di Robert Tauxe che parla del batterio, come del più letale nella storia dell’umanità. Lo smentisce letteralmente, riferendo come motivo delle parole usate la voglia di finanziamenti dello studioso americano. Prima telefonata: una donna chiede se ci sia il rischio di contaminazione attraverso vie diverse dall’alimentazione. La Caramelli smentisce l’ipotesi dell’attenta telespettatrice. Interviene anche Toni De Amicis di Coldiretti, il quale ci tiene a precisare che gli alimenti italiani sono sani e predica una buona informazione dei mass media che nei giorni scorsi hanno parlato di cetrioli killer e di misure precauzionali. Arriva il secondo intervento telefonico che denuncia un caso particolare. L’ascoltatore riferisce di aver comprato degli ortaggi con un’etichetta che riportava la produzione in Italia, ma all’interno della confezione si è svelata la provenienza spagnola.
Ore 21:40
Camurri lancia un servizio che racconta la storia di alcune donne che denunciano un istruttore di nuoto, della provincia di Teramo, scoperto in possesso di filmati, che mostrano donne e bambini mentre si denudano negli spogliatoi. Scioccante la testimonianza delle protagoniste dei video e dei rappresentanti delle forze dell’ordine che raccontano la scrupolosità nel catalogare il materiale da parte del soggetto. L’uomo è ancora a piede libero e in studio ci sono le spaventate protagoniste della vicenda che, in preda all’emozione, riportano la loro storia e i loro timori. Successivamente si mostrano alcuni frammenti dei filmati raccolti dall’orco nella piscina comunale nel giro di otto anni di riprese.
Ore 21:54
Il buon Edoardo invita in studio il personale della piscina dove si è svolta la vicenda e sembra e alcuni soci della struttura che a turno ci tengono a precisare che non sono imputati nella squallida vicenda. Qualche secondo più tardi, il giornalista chiede al suo assistente in studio di riportare i casi giudiziari simili a quello di Teramo e di raccontare il modo nel quale la legge ha giudicato il reato. E adesso la pubblicità…
Ore 22:03
Si riparte con una denuncia davvero indignante: l’INPS chiede ad alcuni pensionati, che ricevono la pensione minima, di ridare all’istituto somme di denaro che si aggirano sui 25.000 euro. Il servizio del corrispondente riporta la toccante testimonianza di un anziana di Terni che si è visto annullare la pensione e l’obbligo di dare all’INPS, dopo molti anni, circa 17.000 euro. I casi si moltiplicano negli anni e tutto sembrerebbe dipendere da un errore di calcolo da parte dell’ente e non del contribuente. Insieme a Camurri, in studio, ci sono alcuni pensionati che palesano la difficoltà e l’imbarazzo di dover pagare 25.000 euro, quando ne percepiscono appena 500 mensili. E dire che per le pensioni, si dovrebbero aumentare anche le soglie di età.
Ore 22:14
L’inviata di Mi Manda Rai Tre presenta un servizio realizzato in incognito all’INPS che racconta la strana questione della trattenuta sulla pensione di reversibilità. Al ritorno in studio si presenta un grafico sulle percentuali in Italia delle pensioni inferiori ai 500 euro, circa il 50% e l’esorbitante costo di queste, che si aggira intorno ai 9 mld €, proprio quanto una finanziaria del Governo. Con Rossella Misci, coordinatrice nazionale di Inca, suggerisce alle vittime del disguido di denunciare l’istituto di previdenza sociale, illustando i tempi della procedura e l’attesa necessaria per un’eventuale analisi del ricorso ( 90 giorni).
Ore 22:22
Ecco un altro intervento telefonico, questa volta dalla provincia di Ravenna. La pensionata racconta il suo caso: l’Inps gli ha appena comunicato una decurtazione della sua pensione ed un debito aggiuntivo di 13mila euro. Ultima nota: Camurri dedica un minuto di silenzio all’assenza di un rappresentante dell’INPS. Subito dopo ecco i suggerimenti del programma, ad opera di Enzo De Fusco che esorta gli anziani al ricorso giudiziario impugnando una sentenza del 2000 che ha fermato la scellerata azione dell’ente di previdenza in un caso simile a quello trattato dalla redazione.
Ore 22:36
L’agguerrito giornalista introduce il caso relativo a Mediaset Premium e alla sua offerta presentata nello spot diffuso recentemente dalle televisioni nazionali con Claudio Amendola e Vanessa Incontrada protagonisti: “prova gratuita del pacchetto calcio, cinema, documentari…gratis”. Ma non è proprio così, perchè l’attivazione dell’offerta ha un costo di 39 €. Insieme a Camurri ci sono comuni cittadini che raccontano di aver sottoscritto l’abbonamento senza essere a conoscenza del successivo addebito dei famosi 39 euro. Alcuni testimoni dicono di aver subito l’addebito almeno un paio di volte, senza la possibilità di essere rimborsati e peraltro privi del servizio che hanno regolarmente pagato.
Ore 22:50
Entra in studio Alessio Calisti, della gestione clienti di Mediaset Premium che, innanzitutto, si scusa con gli utenti per il disservizio e per i disagi riscontrati nelle operazioni di disdetta. A testimonianza di ciò, viene lanciato un servizio video che riporta l’odissea dei cittadini prima di raggiungere l’agoniata sospensione immediata del contratto, con un giornalista che si finge un cliente intento a disdire. Calisti cerca di giustificare l’errore dell’azienda ma le immagini e le testimonianze di utenti e corrispondenti della redazione sono schiaccianti: la disdetta da Mediaset è un’impresa e l’offerta non è proprio gratis.
Ore 23:00
L’avvocato Ugo Ruffolo affonda l’attacco a Mediaset che punta il dito sulla pubblicità ingannevole. E sulle operazioni di disdetta ricorda la legge Bersani che fissa i tempi nell’ordine di 30 giorni. Calisti cerca di replicare all’ordinario di Bologna, ma il suo intervento sembra quasi vano tra le proteste dei clienti delusi.
Ore 23:05
Ecco il caso di Marta Ragionieri, una truffatrice che ha raggirato numerosi cittadini italiani partendo da una piccola provincia potentina. La donna ingannava le sue vittime spacciandosi per una broker e facendosi consegnare somme di denaro in cambio di facili e rapidi guadagni. In collegamento da Firenze una delle persone truffate per una somma di 130 milioni delle vecchie lire. La redazione del programma televisivo si mette sulle tracce della truffatrice, proprio nel capoluogo fiorentino.
Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook
Ven 03/06/2011 da Rosario Cirigliano
Interessantissimo! Speriamo che la gente cmnuoe risca a capire l’importanza di queste parole e sostenga questa iniziativa.Complimenti a voi che portate avanti queste notizie
Rispondi Segnala abusopossibile che nessuno tenga in considerazione che oggi in generale si lavora marito e moglie con misere retribuzioni,pero’ si pagano i contributi in due,e la prospettiva e’ di andare in pensione con 42anni e mezzo a testa,totale 85anni di contributi x avere poco di pensione,dove i miei genitori,i miei suoceri,la vecchia generazione ancora esistente contribuiva x 35anni e poi passava alla moglie casalinga la reversibilita’,prendevano di piu’ loro con 35anni,che noi adesso,ma’ la differenza e’ enorme(50anni)di contributi di piu’,x lenuove generazioni e ancora vogliono farci lavorare,fino a quando?dobbiamo morire x lasciare tutto nelle casse dello stato?e grazie a questo non si pensa che si crea un popolo di disoccupati alla faccia della costituzione,e questi giovani senza lavoro come possono farsi una famiglia,una casa,dei figli,e senza soldi cosa spendono,l’economia come gira?certo si fa’ prima a sottrarre con la scusa dell’aspettativa di vita le pensioni a questi lavoratori (piu’ lavoriamo,meno soldi x le pensioni sborsano,aspettando di passar a miglior vita alla faccia dei giovani)qualcuno dovrebbe occuparsi di questo e non far cassa e solo cassa il lavoro e’ un diritto costituzionale,certo che chi dichiara 1.5.000.000di euro l’anno questi problemi non li sente anche se dovrebbe prima provare a vivere con mille euro al mese e poi dirci cosa prova,grazie della cortese attenzione
Rispondi Segnala abuso













signor EDOARDO; il mio commento è basato sulla pensione, sono da parecchi anni che la rincorro, con i famosi scaloni, ho 59 anni con quasi 40 di contributi,pensi che, dicembre 2010, sono andate in pensione, chi ha compiuto 58 anni con 37 di contributi, in questo caso si da il premio a chi lavorato di meno, forse sono penalizzato della mia data di nascita 27/02/1952, qualcuno pensa che sono troppo giovane per la pensione,lavoro da 40 anni al c.a.a.t. ( centro agro alimentare torino ) con degli orari che nessuno prende in considerazioni, dalle 2.00 alle 11.00, d’inferno sopportare i meno 10 gradi, d’estate i 35 gradi, sfido chiunque lavorare tutto l’anno in quelle condizioni, ma per lo stato non viene considerato l’avoro usurante,è non e tutto, dopo che andro in pensione, dovro aspettare ancora un’anno, speriammo che cambi qualcosa, c’è un detto, chi vivrà vedrà, grazie per sua attenzione, i miei più sinceri auguri.
Rispondi Segnala abuso