Partita Iva: cosa cambia per i contribuenti minimi dal 2012

Partita Iva: cosa cambia per i contribuenti minimi dal 2012

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Il decreto legge 98 del 2011 apporta alcune importanti novità per tutti i titolari delle Partite Iva. Cerchiamo di capire e di riassumere che cosa cambia per tutti i contribuenti minimi, con decorrenza 2012, i quali andranno incontro al termine dell’esonero Iva sulle cessioni, con prestazioni e guadagno annuo cumulabile in sede Irpef, e aliquota marginale che sostituirà il regime forfettone, che invece prevedeva un’unica tassazione pari al 20%. Novità che sembrano non creare beneficio alle tasche dei giovani liberi professionisti.

Stando a quanto rappresentano le prime stime, infatti, le novità del decreto riguarderanno quasi tutti i contribuenti minimi (più di 600 mila partite Iva), che abbandoneranno il vecchio regime per essere costretti ad abbracciarne uno nuovo, ben più oneroso. Le modifiche, che avranno effetto dal 1 gennaio 2012, salveranno comunque i contribuenti minimi dal pagamento dell’Irap, in quanto ancora esenti anche dal prossimo esercizio.

Brevemente, secondo la normativa fiscale, tutti coloro che incassavano meno di 30 mila euro, potevano utilizzare il regime forfettone del 20%. Una aliquota secca che sostituiva i vari tributi locali, l’Iva, l’Irap, e così via.

Con il decreto Tremonti, il forfettone scende al 5%, ma solamente per coloro che hanno iniziato l’attività da meno di cinque anni. Tutti gli altri, saranno invece assoggettati a un regime ordinario, con un onere aggiuntivo stimato tra il 6% e il 9%.

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Mer 13/07/2011 da

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13 luglio 2011 18:32

E’mai possibile che ogni anno ci sia qualcosa da cambiare nelle regole fiscali! Mai una volta che vadano bene le regole dell’anno prima!
Generalmente quando cambia qualcosa cambia sempre in peggio,,,anche se si cerca di sbandierare solo quel poco che cambia in meglio,e solo per qualcuno,(che non sono mai i deboli).
Oltretutto si fanno impazzire ragionieri e commer****ti, che diventeranno sempre più cari.

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Lucas 13 novembre 2011 12:10

perchè continuo a leggere che tutti gli attuali contribuenti minimi che non rientrano nel regime dei “nuovi minimi ” devono passare ad altro regime? Il testo della finanziaria dice solo chi può rientrare nei nuovi minimi e che i vecchi minimi “possono” optare per il regime ordinario e che, comunque, manterranno alcune agevolazioni nella tenuta dei registri contabili, saranno esonerati dall’IRAP, dalla denuncia trimestrale dell’IVA, saranno soggetti agli studi di settore, ecc. Non si parla di esclusione dal vecchio regime dei minimi, specie per chi, come me, è entrato solo da questo anno, e non si dice nulla sulla cumulabilità del reddito con quello derivante da altre attività. Io aspetterei prima di trarre conclusioni affrettate. Anche perchè se si vuol dare un incentivo alle nuove partite IVA e all’imprenditoria giovanile, non penso che si voglia penalizzare proprio quelli che, dopo avere aperto la fantomatica PARTITA IVA senza riuscire a far decollare la propria attività, stanno “tirando a campare”.

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Francesca 30 dicembre 2011 11:07

bravo lucas.

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