Pensioni: aumenta soglia di età

L’età pensionabile, in Italia, si allungherà presto. Già fra 8 anni, gli uomini potranno lasciare il lavoro a 65.8 anni e le donne a 60.8anni. Praticamente, cinque anni più tardi degli anni Novanta quando si andava in pensione prima e anche con una buona retribuzione.
Infatti le pensioni “future” saranno molto più magre delle precedenti: niente più sistema retributivo che consentiva di ricevere una pensione pari all’80% della retribuzione. Sarà meno, circa il 50 – 60% della retribuzione e per i giovani con lavori precari e carriere non gratificanti economicamente, la percentuale potrebbe scendere ancora.
La soluzione? Pensare fin da ora ad una pensione integrativa. Ma anche qui, le basse retribuzioni soprattutto fra i giovani, unite alla precarietà del lavoro, non consentono la piena applicabilità della pensione integrativa. Si è provato anche con il TFR – comunemente noto come liquidazione – dirottandolo verso fondi integrativi della pensione.
Ma la scarsa informazione e, soprattutto, l’impossibilità di tornare indietro, hanno fatto sì che ai fondi pensionistici aderissero solo 5 milioni di lavoratori (o poco più, dati Corriere.it) a fronte degli oltre 23 milioni di potenziali aderenti. Ma come andare in pensione? Ecco un link utile per saperne di più.
La riforma delle pensioni ha una storia lunga. Dalla prima riforma Amato del 1992 alla legge 122/2010 che introduce la “finestra mobile”. Quindi da quest’anno iniziano a cambiare sia l’età pensionabile (60 per le donne e 61 per gli uomini), sia i coefficienti di calcolo per la pensione contributiva. Le aliquote verranno poi riviste ogni 3 anni.
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Gio 03/03/2011 da valentina tortelli













