Prezzi pasta: possibile avvio class action “al dente”

Nella giornata di ieri s’è appreso che la questione riguardante i rincari “anomali” dei prezzi della pasta registrati dal 2007 in poi è finita in Procura a seguito di ispezioni da parte della Guardia di Finanza presso le sedi di alcune tra le più grandi ed importanti società italiane del comparto. Al riguardo, nel caso in cui dovessero essere verificate le ipotesi di reato al vaglio, le rilevanze di natura penale potrebbero far scattare una class action sui pastai finalizzata al rimborso a favore dei consumatori delle maggiori somme pagate, dal 2007 e fino ad oggi, per uno degli alimenti più consumati a tavola dagli italiani.
Ad affermarlo è in particolare il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, il quale ha messo in evidenza come l’indagine della Procura riguardi l’ipotesi di reato collegata all’articolo numero 501 del codice penale che sanziona le eventuali manovre speculative sul prezzo delle merci.
Massimiliano Dona auspica a questo punto da un lato che i pastai collaborino con gli inquirenti per accertare la verità, ma dall’altro che prendano finalmente la decisione di ridurre sensibilmente i prezzi di vendita della pasta dopo che in passato hanno portato avanti un linea di condotta che, secondo il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, si è basata sulla “difesa dell’indifendibile”.
Nella giornata di ieri, tra l’altro, anche la Coldiretti era intervenuta riguardo ai prezzi della pasta ed all’avvio dell’indagine della Procura, sottolineando in particolare come il ricarico, dal grano alla pasta, sia pari al 400%.
Immagine tratta da: www.assocentenari.it
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Mer 16/12/2009 da Filadelfo in Risarcimento


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