Scarsi raccolti di vaniglia, è allarme per il prezzo del gelato

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gelato vaniglia caro

L’estate si avvicina e, con essa, anche il boom dei consumi dei gelati. Eppure i mesi più caldi del 2012 potrebbero portare con sè delle sgradite sorprese per tutti i consumatori di dolci: i raccolti di vaniglia non sono infatti mai stati così scarsi, e le ripercussioni sul prezzo del gelato sembrano essere imminenti e tutt’altro che trascurabili.

Usata anche in medicina e in cosmetica, la preziosa spezia ha un costo attuale che non ha uguali nel mondo (fatta eccezione per lo zafferano). Un costo che va ad integrarsi con l’enorme utilizzo che è fatto di questa spezia nelle cucine di tutto il mondo. Due elementi che costituiscono un equilibrio piuttosto precario, facilmente spezzabile nel caso in cui intervenga, in tale scenario, un elemento esogeno e pregiudizievole.

L’inconveniente che abbiamo premesso è presto detto: quest’anno i raccolti della pianta dalla quale si estrae la spezia sono stati molto scarsi nei principali mercati di produzione (Messico e India, che insieme al Madagascar compongono il podio di questa speciale classifica).

Ne consegue – come riportato da un recente approfondimento del The Grocer – che i commercianti hanno acquistato in anticipo i raccolti. Considerando tuttavia che la produzione è concentrata in pochi Paesi, qualsiasi cambiamento dei raccolti potrebbe provocare un significativo rincaro dei prezzi. E il rincaro, purtroppo per gli amanti del gelato, è arrivo: il prezzo della vaniglia è schizzato dai 25 dollari al chilo (valore commerciale invariato per sei anni) agli attuali 30 dollari al chilo.

Siamo pertanto costretti a comprare gelati sempre più cari? Sembrerebbe di si, e con effetti pressochè immediati. L’unica possibilità sarebbe acquistare i gelati che non utilizzano vaniglia vera e propria, bensì una molecola aromatica che diverrebbe surrogato della vaniglia naturale: una soluzione che garantirebbe prezzi più bassi, a discapito del piacere di gustare l’originale spezia.

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Mer 04/04/2012 da Roberto Rossi

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