Scoperto di conto, ecco le nuove commissioni

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

commissioni conto corrente 500euro

Ha preso il via libera il decreto ministeriale che apporta importanti modifiche sulle commissioni bancarie. Un decreto particolarmente atteso, che dovrebbe rivoluzionare il rapporto dei correntisti “in rosso” con gli sportelli bancari, ma che rischia di trovare adeguatamente pronte le banche, che già predispongono accurati rincari in materia.

Con il decreto si prevede che – oltre ai tassi di interesse debitori sulle somme effettivamente utilizzate dai clienti, i costi bancari includano solamente due tipologie di commissioni per il “rosso”: una che comprende la messa a disposizione dei fondi, che non può eccedere lo 0,5% e che viene accordato per trimestre (la CDF, commissione di disponibilità fondi); la seconda, che è relativa agli scoperti di conto e agli utilizzi extra fidi, ed è commisurata ai costi, ed espress in misura fissa e assoluta (la CIV, commissione di istruttoria veloce).

“Le nuove regole erano attese dopo che, in particolare, la commissione sugli sconfinamenti (quella cioè che veniva comunemente definita sul «massimo scoperto») era stata cancellata, poi ripristinata e infine di nuovo azzerata ma solo per le famiglie che vanno in rosso per 500 euro «eccezionalmente », cioè per non più di sette giorni consecutivi e al massimo una volta al trimestre” – ha affermato il Corriere in un suo approfondimento – “Per quanto riguarda la commissione sull’affidamento viene ribadito nell’articolo 3 del decreto che si tratta di un onere omnicomprensivo (pari allo 0,5%) che si applica sulla somma messa a disposizione e per il periodo fissato dal contratto”.

Pertanto, non potranno essere previsti ulteriori costi al cliente, come la commissione di istruttoria e le spese sul conteggio degli interessi. “Non rientrano invece nel «tutto compreso» imposte, spese notarili o per l’iscrizione dell’ipoteca, oneri conseguenti a inadempimento del cliente. Il tasso d’interesse infine si applica solo sulle somme utilizzate e per il periodo in cui lo sono Gli sconfinamenti (articolo 4 del decreto) riguardano aperture di credito o scoperti in conto corrente o sulle carte di credito” – aggiunge il Corriere – “Al cliente, oltre agli interessi specifici previsti applicati solo sulla somma eccedente il conto o il fido e per il periodo relativo, viene attribuita una commissione di «istruttoria veloce» determinata in ogni contratto in misura fissa e in valore assoluto e commisurata ai costi della banca. Per i consumatori la commissione non si applica come si è detto per sconfinamenti «occasionali» fino a 500 euro. Per le imprese le commissioni possono essere differenziate secondo lo sconfinamento, se è superiore ai 5 mila euro e non possono essere previsti più di tre scaglioni di importo”.

La decisione del governo

Ma quale era stata la decisione del governo? In sintesi, il decreto ha ripristinato la “commissione di istruttoria veloce” che era stata introdotta dal decreto Salva Italia per gli scoperti bancari, dopo che un emendamento parlamentare al decreto liberalizzazione aveva invece azzerato le possibilità che i clienti dovessero pagare commissioni bancarie in caso di “rosso”.

Il Senato ha invece escluso dalla regola del pagamento della commissione solamente il caso delle famiglie che vanno in rosso per pochi euro e per pochi giorni. Un emendamento già approvato dalla commissione Industria e ribadito dall’aula, che stabilisce come “le famiglie consumatrici titolari di conto corrente, nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di sette giorni consecutivi”.

Ma a quanto ammonta il risparmio? Se ben vi ricordate, qualche settimana fa avevamo riportato un’interessante ricerca condotta da Altroconsumo, secondo cui lo scoperto di conto, in aggiunta al tasso di interesse, genererebbe un costo molto significativo anche in caso di singola giornata di “rosso”.

Stando alla simulazione effettuata da Altroconsumo, le commissioni sarebbero spesso superiori ai 40 euro, oscillando tra i 51,54 euro di Carige ai 76,61 euro di Banca Popolare dell’Emilia Romagna, o ancora dai 51,41 euro di Banca Sella ai 51,71 euro di Ubi Banca e ai 51,72 euro di Monte dei Paschi di Siena.

Un costo che – sempre secondo quanto evidenziava Altroconsumo – sarebbe penalizzato prevalentemente dalle spese fisse, visto e considerato che gli interessi debitori generati dagli scoperti rilevati sarebbero di norma piuttosto contenuti, pari a meno di 2 euro.

Continueremo a tenervi informati sugli sviluppi di questa materia. Intanto, potete consultare questo nostro articolo di guida su come difendersi dai costi delle banche:

COME DIFENDERSI DAI COSTI BANCARI

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Gio 05/07/2012 da Roberto Rossi

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento

© 2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati. NanoPress News, supplemento alla testata giornalistica Tuttogratis.it registrata presso il Tribunale di Milano n°3 314/08