Vacanze di Pasqua 2012: 7 italiani su 10 stanno a casa

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E’ del 71% la percentuale di italiani costretta a rimanere a casa durante le vacanze di Pasqua 2012. Una proporzione molto elevata, in rialzo rispetto allo scorso anno, che secondo l’Adoc è figlia naturale della crisi economica che si sta abbattendo sulla Penisola, e che rischia di prolungare i suoi effetti negativi in autunno, quando IVA e nuovi balzelli graveranno maggiormente sulle tasche dei cittadini della Penisola.

Secondo quanto rivela l’Adoc, solamente il 29% degli italiani partirà per le vacanze di Pasqua. Tra chi parte, inoltre, una fetta molto rilevante (il 56%, più di uno su due) trascorrerà fuori casa solamente una notte, mentre il 26% sceglie addirittura di compiere una gita in giornata, senza pernottamenti. Ne consegue che meno di 2 italiani su 10 sceglieranno la vacanza più lunga, quella che prevede almeno due pernottamenti fuori da casa.

“Circa 7 italiani su 10″ – afferma infatti Carlo Pileri, presidente Adoc – “rimarranno a casa per le vacanze di Pasqua, a pesare sono il caro carburanti e i rincari per servizi e ristorazione. La crisi ha messo in ginocchio le famiglie, basti pensare che tra i partenti ben il 56% starà fuori solo una notte, mentre il 26% farà solo una gita di un giorno, soprattutto a Pasquetta, quando a muoversi sarà il 41% degli italiani. Solo il 4% dei partenti, invece, potrà permettersi di dormire fuori tre notti”.

Ed in effetti, a ben scorrere le statistiche prodotte dall’Associazione, sembra proprio che il budget per le vacanze sia sempre più ridotto, ed eroso da un potere d’acquisto in corso di dimagrimento. Il 36% di coloro che partiranno spenderà infatti meno di 200 euro, mentre solamente il 19% potrà permettersi una spesa maggiore di 400 euro.

“Non ci sorprende” – afferma in merito Pileri – “che si preferisca la vacanza breve, il carovita e la perdita del potere d’acquisto impongono la riduzione dei giorni a disposizione per svagarsi. Ad incidere profondamente sulle decisioni dei consumatori è il caro carburanti, rispetto alla scorsa Pasqua si spendono 14 euro in più per un pieno di benzina, un rincaro pari al 18%”.

Per quanto concerne la meta preferita, l’Italia è ancora in cima alle preferenze con il 62%, sebbene le quotazioni per le mete estere (soprattutto quelle più economiche) siano in risalita.

Per quanto infine riguarda i consumi, bene gli agriturismi e i pranzi al sacco, mentre crollano (- 10%) le presenze nei ristoranti.

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Lun 26/03/2012 da Roberto Rossi in

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